Rosà (VI)

giovedģ 9 settembre 2010 2.13.15



       DOCUMENTI        MANIFESTO



       PROPOSTE        Dossier Immigrazione        Banca Etica        CITAZIONI



       IL CONSIGLIO



       SULLA STAMPA        STORIA        APPUNTAMENTI        CONOSCI ROSA'        COMITATO S.PIETRO        PEDEMONTANA        PARCO RURALE TRAVETTORE        IL CASO        ANNO DEL BAMBINO        L'OPINIONE



       AMBIENTE        PER LA PACE



       LO SAI CHE        PER SORRIDERE        L'ONOREVOLE        IL KAISER



       Forum



CONOSCI ROSA'
S. Pietro, miniera di nuove scoperte archeologiche 12/07/2007 IL GIORNALE DI VICENZA
Comune di Rosà - CENNI STORICI 12/03/2003 Vivi la Cittą - Gruppo Media
ROSA', il paese con quattro leghe e 176 Baggio 26/05/2002 CORRIERE DELLA SERA
Elenco news

IL GAZZETTINO – SPECIALE SU ROSA’

Martedģ, 5 Giugno 2001



IERI E OGGI

PER NOI ROSATESI QUESTO PAESE Č VICINO PUR SE SIAMO LONTANI

di PAOLO FIETTA

"Il luogo dal quale non si parte se non si č costretti, dal quale quando uno č partito gli sembra di peregrinare e al quale, quando alfine il soggetto ritorna, finisce di peregrinare". Cosģ le antiche fonti giuridiche definivano la relazione tra la persona ed il territorio, il suo domicilium, luogo della sua stabile dimora. Ciņ che unisce e rafforza una comunitą č il senso dell'appartenenza, l'intensitą dei legami con la terra, l'amore profondo per valori, sentimenti e opere che danno vita ad un paese, alla sua quotidianitą, alle tradizioni che non vincolano, ma di cui non si puņ fare a meno. Noi rosatesi siamo cosģ, da sempre aggrappati con ostinazione alle nostre radici, al Paese, alle sue frazioni, ai borghi vivaci, agli attivissimi quartieri, gią dal Seicento pilastri della organizzazione sociale, alle chiese, ai campanili, ai capitelli, alle roste e ai cavini, alle ville patrizie, testimonianze di una nobiltą antica e che ancora affascina, alle nostre feste patronali, ai nostri tipici prodotti agricoli. La vita rosatese ci avvolge e ci trattiene. Qui da sempre č intensa la vita, qui troviamo le aziende dei record, negozi e locali pubblici ai quali ci si affeziona, scuole organizzate e cuori generosi, gente operosa. La realtą rosatese č fatta di fantasia innovatrice e dell'intraprendenza di artigiani e industriali; qui si incontrano vivacitą culturale e politica e si possono apprezzare la freschezza dei gruppi giovanili e l'impegno delle associazioni. Ma i rosatesi sono sensibili e concretamente vicini anche ai luoghi della sofferenza non dimenticata, in particolare agli isituti Pii. Gelosamente conservato in tutti noi č il ricordo delle persone care che non ci sono pił. Anche quelli di noi, che la sorte ha portato lontano da qui, non sanno, non possono e non vogliono dimenticare Rosą e si sentono sempre vicini, parte preziosa e insostituibile della nostra comunitą. Certo Rosą negli anni č cambiata: č arrivata, accolta con cordialitą e discrezione, gente nuova, che crediamo abbia scelto di vivere in questo nostro paese attratta da una comunitą che ama la vita, il lavoro e non trascura la solidarietą e le esigenze spirituali. Il benessere economico di questa terra, (che gią nel 1537, come riferisce il Mantese, sorprendeva il dottore in legge Giovanni de Roberti 'sindico' di Bassano, che parlava di 'troppa opulentia' dei rosatesi, quale causa delle loro richieste di indipendenza dal potente vicino Comune) non ci stupisce pił, frutto di un impegno fatto di sacrificio e lavoro instancabile di persone intelligenti, tenaci, generose. Forse siamo cambiati un po' tutti, ci sentiamo pił disincantati, a volte sfiorati da leggere nostalgie (al rosatese manca il rituale estivo dell'anguria consumata all'aperto). Non č venuto meno il sentimento che ci fa sentire tutti parte necessaria della nostra comunitą, che ci fa amare, a volte criticare, ma sempre benevolmente il nostro paese, verso il quale pretendiamo rispetto e considerazione. I ricordi rosatesi della mia generazione sono dominati da figure indimenticate di donne, uomini delle isitituzioni municipali, parroci vigorosi o miti, insigni uomini di Chiesa, imprenditori attenti e instancabili, medici di famiglia esperti di malanni e capaci di trasmettere ottimismo e serenitą, apprezzati insegnanti e cultori di tradizioni e arti, promotori di attivitą sportive e ricreative di giovani o meno giovani, appartenenti ad associazioni e gruppi e a comunitą religiose, in alcuni casi uomini e donne semplici, ma a noi carissimi. Rosą non ci č mai apparso un paese stanco, appagato di traguardi raggiunti, ma tutta la comunitą vive da sempre con entusiasmo, con crescente voglia di fare, sempre aperta e pronta al raggiungimento di nuovi obiettivi in tutti i settori. Di qui l'intensa ripresa dello sviluppo edilizio pubblico e privato, l'attesa rinascita del centro storico e delle piazze, strutture che molti ci invidiano come il complesso degli impianti di viale Segafredo, l'apertura del Montegrappa, luogo della cultura rosatese, le numerose iniziative della biblioteca civica, l'entusiasmo delle molte associazioni. Siamo una comunitą giovane, animata da forti speranze per il futuro, che mantiene comunque intatto il senso della propria storia, della sua identitą sociale e culturale, della tradizione che si rinnova, nonostante stiano lentamente sfumando i 'confini' con i vicini comuni, per l'impetuoso sviluppo urbanistico. Questa unicitą possiamo continuare a viverla e a sostenerla con serenitą ma con orgoglio e forte unione, e sempre con generositą, perchč anche fra noi c'č chi soffre e chiede aiuto

I NUMERI Si nasce di pił, si muore meno

Il comune di Rosą ha una superficie di 24 kmq ed una popolazione di 12.490 abitanti, di cui 6071 maschi e 6419 femmine. Il grosso della popolazione č collocato nella etą adulta e produttiva, 6.027 persone tra i 30 e di 65 anni, gli anziani sono 1.692. Il tasso di natalitą (minimo storico nel '95 con lo 0,85\%) č lentamente risalito fino all'1,25 per cento nel 2000, con 155 nati. Ancora basso il tasso di mortalitą: l'anno scorso č stato dello 0,68\%, con 85 persone decedute.

LE ORIGINI A metą del '500 l'autonomia

Rosą č sorto come comune autonomo da Bassano il 1533, attorno alla chiesetta di S. Antonio Abate. Inizialmente era una vicinIa di 12 borghi, denominata Universitas de la Rosa. Al posto della chiesetta nel 1700 fu costruito l'attuale Duomo. Il comune ha un centro di 6.000 abitanti e quattro frazioni: Cusinati di 2mila abitanti a sud, Travettore, S. Anna e S.Pietro di 1500 a ovest. In base al Prg centro e frazioni potrebbero raddoppiare, fino a 24 mila abitanti totali.

IL PREMIO Per chi dą lustro, con riconoscenza

Il premio "Cittą di Rosą " si assegna ogni anno a rosatesi segnalatisi per ingegno, operositą, moralitą, e abbiano dato lustro al paese. Il primo a vincerlo č stato Palmiro Geremia nel 1983. Tra i premiati in questo ventennio si ricordano: il coro La Rosa, la banda Montegrappa, la Voce Rosatese, il cardinale Sebastiano Baggio, lo scultore Gianni Visentin, alcuni missionari in Africa, Virginio Munari maestro artigiano, il Team Parolin e il sindaco di Schallstadt, Dieter Rehem.

LA RISORSA 52 associazioni tanta solidarietą

Sono 52 le associazioni iscritte all'album comunale dei sodalizi. Molte sono di solidarietą. A Travettore c'č la sede provinciale dell'Aism, associazione contro la sclerosi multipla. A Rosą c'č l'Agevad, associazione di genitori con figli legati al mondo della droga, a S. Pietro il Progetto Buon Samaritano che aiuta fratel Maurizio Scalco del centro Chaaria del Kenya, a Travettore "Aiutiamoli a vivere" che si impegna a ricevere ogni anno alcuni bambini di Chernobil.

La prima volta del dialetto per lingua ufficiale

Anche quella č stata, a suo modo, una primizia culturale: il dialetto veneto assurto a lingua ufficiale da adottare nel palazzo municipale. Comunque una trovata che ha fatto parlare di Rosą tutta Italia

Il capo dei quartieri va forte coi risotti

Giulio Olivo, presidente dei quartieri rosatesi, molto popolare e benvoluto, rappresenta un po' il mondo del volontariato e dell'associazionismo, molto diffuso a Rosą . Sa cucinare ottimi risotti anche per centinaia di persone

L’IMMAGINE

Alberi metallici nella piazza 'bionica': il mondo ne discute

Hanno fatto scoppiare una marea di polemiche. Ma gli alberi d'acciaio che ornano la nuova piazza di Rosą , vicino al Duomo, sono comunque diventati un po' il simbolo del paese. Proprio grazie a questi alberi Rosą č finita in molte riviste specializzate di architettura ed č oggetto di visita di delegazioni di studenti universitari stranieri. Il progetto della ristrutturazione delle piazze rosatesi č dell'arch. Luisa Fontana di Schio. All'inizio ci fu una vera levata di scudi da parte di molte associazioni. Il progetto venne in parte modificato, ma mantenne il suo schema originale, che voleva unire idealmente tutti gli spazi pubblici attorno a Duomo e municipio. Le due piazze costituiscono una ideale grande esse. Polemiche destņ in un primo momento anche la ristrutturazione del monumento ai caduti. A distanza di qualche anno le novitą sembrano essere state digerite. Non solo, ma c'č chi, come l'artista Gianni Tessarolo, approfitta delle piazze con gli alberi d'acciaio per organizzare presepi bionici o altre forme artistiche moderne. Nell'ultimo decennio tutte le piazze dei centri rosatesi, ad eccezione di quella di Cusinati, sono state ristrutturate, dando una nuova fisionomia al paese: da quella di Travettore, a quella di Sant'Anna, a quella di San Pietro. La piazza del centro dovrą comunque subire ulteriori interventi, soprattutto per quanto riguarda la pavimentazione. Nel frattempo sono stati ristrutturati gli edifici che danno sulla piazza, dalle casette davanti al Duomo, al tempietto dei giovani. Proprio questo ultimo intervento ha permesso di dare alla zona est delle piazze rosatesi una godibilitą estetica impensabile fino a qualche anno fa.

IL PALAZZOLO La gente tiene al "suo" istituto

Una delle isitituzioni a cui i rosatesi tengono č l'Istituto Palazzolo, detto Istituti Pii, che ospita 160 persone tra anziani e disabili, retto dalle Suore Poverelle. Fondato nel 1922 da mons. Filippi č sempre stato sostenuto dalla generositą della gente, che in ogni occasione cerca di ospitare le persone disabili. Grazie anche alla centralitą dell'edificio, vicino all'oratorio, alla scuola materna, al teatro, gli Istituti Pii hanno una forte influenza nella vita civile e religiosa di Rosą .

Una grande vivacitą di idee e iniziative per la formazione, la scuola, l’apprendimento, la ricerca, le arti. E non c’č limite di etą per sentirsi continuamente studenti

Tra tante fabbriche, quella della cultura "tira"

Il caso dell’Irigem, la nicchia dell’English school, il boom di teatro, musica, archeologia, le serate di approfondimento

Dalla vivacitą economica alla vivacitą culturale. Rosą all'inizio del nuovo millennio non si presenta solo con le 500 aziende produttive, ma anche con una singolare offerta di cultura, in sintonia con le tendenze della nuova societą. La cultura infatti č vista in ottica imprenditoriale, vedi gli esempi di Irigem e Eis, la scuola internazionale di inglese, oppure nella migliore tradizione dei "maestri liberi", come l'Universitą della Rosa, o in forme associative organizzate come quelle del Centro culturale Montegrappa, del gruppo Archeologico Medoacus, dei due atelier di pittura con oltre 60 iscritti, della scuola di musica. L'Irigem, ovvero la formazione tecnologica professionale avanzata. Per molti giovani del Veneto Rosą č l'Irigem, la scuola fondata da Giovanni Jannacopulos e Caterina Bizzotto, nata come centro di formazione alla gemmologia, oggi una delle scuole di formazione tecnica pił avanzate del Veneto, in settori come l'informatica, il restauro. L'anno scorso la scuola ha fatto il definitivo salto di qualitą, raddoppiando gli spazi e attrezzandosi con un sistema di collegamenti informatici tra i pił avanzati nel nord Italia. Lo stesso presidente della Regione Galan, intervenedo all'inaugurazione, espresse tutto il suo stupore per una proposta cosģ avanzata. Attorno all'Irigem a Rosą c'č un grande indotto. Moltissimi giovani provenienti da fuori paese o provincia sono alloggiati in famiglie o alberghi locali. L'Eis, English International School, a Villa Segafredo, č la scuola privata nata dieci anni fa a Bassano, poi trasferitasi qui vicino alla zona degli impianti sportivi. Offre la possibilitą di frequentare le elementari, le medie in lingua inglese. "Londra č a Rosą ", dice un manifesto della scuola, che annovera oltre 130 giovani di ogni parte del territorio bassanese. In estate la scuola organizza degli autentici campi scuola inglesi, che permettono ai ragazzi di fare esperienze analoghe a quelli che si recano a Londra. Il centro culturale Montegrappa si č costituito attorno all'antico Teatro Montegrappa, ora restaurato: č un gruppo di persone, oltre un centinaio, che ogni anno organizza un nutrito calendario. Sono quattro i settori coperti da questa offerta, cinematografico con il cineforum e una rassegna estiva all'aperto; teatrale con una stagione di prosa che anche quest'anno ha registrato una affluenza eccezionale di pubblico da ogni parte del Bassanese; culturale con serate dedicate al dibattito politico, sociale, etico; quello musicale, con concerti di musica folk e straniera, dall'Europa del Nord all'Estremo Oriente. Il cartellone del Montegrappa da almeno sei anni č diventato una costante nel panorama culturale bassanese. Gli atelier pittorici: Rosą č un po' un centro di pittura del Triveneto. Grazie a un gruppo di pittori locali, messisi insieme nel 1981, si sono sviluppati nel tempo due atelier di formazione pittorica, che annoverano ciascuno ogni anno una trentina di aspiranti pittori di tutto il Veneto. Si tratta di ''Dimensione arte e pittura'' e del ''Gruppo pittori rosatesi''. In ognuo dei due atelier sono organizzati corsi di disegno, di pittura a olio, di grafica, con mostra finale dei lavori eseguiti. La scuola di musica: sono oltre 70 i bambini che la frequentano, con corsi di chitarra, pianoforte, violino. La scuola,sorta agli inizi degli anni '80, ha adesso una propria sede a Sant'Anna di Rosą . La passione per la musica a Rosą si estrinseca con numerosi gruppi musicali, dalla Banda Montegrappa al Coro la Rosą , a Vita Nuova, ai cori parrocchiali. Il gruppo storico archeologico, fondato da Palmiro Geremia, animato anche da Stefano Zulian, rappresenta senz'altro il sodalizio pił vivace, meglio organizzato in questo settore di tutto il comprensorio bassanese. Collabora per le ricerche archeologiche sul territorio con la Regione Veneto e con la Sovrintendenza ai beni ambientali. L'universitą de la Rosa č la prima universitą municipale del territorio, in collaborazione con il Cif, aperta al mattino, con professionisti locali che affrontano tematiche di ogni tipo, dalla storia, alla medicina, alla psicologia, alla musica, alla letteratura. Arrivata al settimo anno, conta su un'ottantina di persone che la frequentano ogni anno. Il suo modello organizzativo ha ispirato esperienze analoghe nel territorio. Silvano Bordignon

L’impressionante radiografia economica del Comune, con un fatturato complessivo calcolato oltre i 1500 miliardi. Meccanico lo zoccolo duro

Quattromila famiglie, milletrecento ditte

Č impressionante la radiografia economica di Rosą , comune che condivide con la vicina Rossano i record produttivi del Nordest. In presenza di 4.094 nuclei familiari ufficiali, l'economia insediata a Rosą registra ben 1.303 ditte nel comune, una ogni tre famiglie, una ogni 8 abitanti, compresi bambini e anziani. Il fatturato ufficiale complessivo di queste ditte supera i 1500 miliardi. L'economia rosatese ha una caratteristica, quella di non essere schiacciata su un unico settore, ma di essere molto diversificata, fino a toccare settori nuovi, come l'organizzazione del turismo, l'informatica, l'istruzione, il settore alberghiero. Lo zoccolo duro dell'economia rosatese sembra rimanere ad ogni modo quello meccanico, con alcune aziende che sono leader come la Fami nel settore dei sistemi di magazzinaggio, la Mevis in quello delle molle, la Comunello in quello degli accessori dei serramenti metallici. Ditte con oltre un centinaio di dipendenti ognuna, molto avanzate sul piano tecnologico. La Fami dei fratelli Milani sta raddoppiando gli stabilimenti nella zona ex Remie, la F.lli Comunello anch'essa sta ampliandosi in diversi punti di Rosą , con 23.000 mq di capannoni e 6.000 articoli prodotti, la Mevis ha un suo record da esibire, quello di avere il 95 per cento dei dipendenti in possesso di un diploma di scuola superiore, a testimonianza della tecnologia raggiunta. La ditta Moretto a Sant'Anna produce da sola gran parte delle paraboliche installate sulle abitazioni di mezza Europa. Accanto alle ditte citate ce ne sono altre che hanno raggiunto dimensioni molto significative, come la Zincheria Valbrenta di Giuseppe Bordignon, la Ursuss, la Bizzotto Scaffalature, l'allevamento Castellan, la Ska Packaging, l'Artibeni, e tante altre. Rosą č sede di grandi ditte commerciali, come la Ramnonda Spa, o la Orlandi nel settore chimico. C'č poi un artigianato diffusissimo del legno, della ceramica. Ci sono agenzie turistiche tra le pił agguerrite del bassanese, ci sono due ditte di trasporto con numerosi pullman, come Rosą Autoservizi dei Trevisan o la Rebellato. Ma soprattutto Rosą sta dimostrando una capacitą di cogliere il nuovo, puntando l'economia sulla nuova domanda. La gią citata Irigem č diventata una delle aziende leaders nel fornire servizi di aggiornamento tecnico e culturale. In ambito sportivo il Centro Nuoto con Gianni Gross e il Palarosa operano con criteri economici. Infine una curiositą: le stalle dei vecchi rustici quaranta o trenta anni fa venivano tramutate in piccoli laboratori meccanici. Adesso l'intelligenza dei rosatesi le sta trasformando in ottimi agriturismi come la Dolfinella di Ruggero Zambon o l'Agriturismo Arianna di Armando Fantinato. Anche questo č segno dei tempi.


Torna ad inizio pagina
International school festeggia a Rosà i dieci anni di vita 24/05/2002 IL GIORNALE DI VICENZA
I perchè di un successo Vera spina dorsale le tante aziende a carattere familiare 22/05/2002 IL GAZZETTINO
Dai piani di cottura all'arredo industriale 22/05/2002 IL GAZZETTINO
Mevis, specialisti in componentistica 22/05/2002 IL GAZZETTINO
Dimensioni sempre più europee 22/05/2002 IL GAZZETTINO
Bizzotto: le mani come "attrezzi" per lavorare il midollino di giunco 22/05/2002 IL GAZZETTINO
Dalle bevande alle materie plastiche 22/05/2002 IL GAZZETTINO
Fratelli Comunello, leader nelle viterie 22/05/2002 IL GAZZETTINO
Le nuove piazze di Rosà (VI) di Luisa Fontana 31/12/2001 www.archimagazine.com
Torna ad inizio pagina

 

 

Copyright 2000 - 2001 by EnsoX.com ®