Rosà (VI)

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06/12/2002
RICORSO AL T.A.R. del 7 maggio '99 - Comitato San Pietro

(Trascrizione di stralci del ricorso al T

(Trascrizione stralcio del ricorso al T.A.R. presentato dal Comitato di San Pietro in data 7 maggio ’99)

 

AVANTI AL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO

REGIONALE PER IL VENETO

RICORSO CON ISTANZA SOSPENSIVA

 

Promosso da:

ASSOCIAZIONE-COMITATO CIRCOSCRIZIONALE DI SAN PIETRO DI ROSA’, nella persona del Presidente pro tempore Sig. Stefano Zulian, con sede in San Pietro di Rosà, rappresentato e difeso congiuntamente e disgiuntamente dagli Avv. Gabriella terziari, del Foro di Bassano del Grappa, e Avv. Antonio De Paoli, con domicilio eletto presso lo studio del secondo in Dolo, Via Matteotti, 9/A,

CONTRO

COMUNE DI ROSA’, in persona del Sindaco pro-tempore Dott. Didonè Giovanni, con sede in Rosà (VI), piazza Serenissima;

REGIONE DEL VENETO, in persona del Presidente della Giunta Regionale On. Dott. Giancarlo Galan, con sede in Palazzo Balbi Dorsoduro – Venezia e con domicilio eletto presso l’Avvocatura dello Stato in Piazza san Marco 63;

CONTROINTERESSATA: ZINCHERIA VALBRENTA S.R.L. in persona del legale rappresentante, Via Rossigni 19, Rosà;

PER L’ANNULLAMENTO, PREVIA SOSPENSIVA DELL’EFFICACIA,

nelle more di causa, della delibera:

Delibera della Giunta Regionale 23 febbraio 1999, n. 479, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto il 16.03.99 – n. 23, avente ad oggetto: approvazione del progetto di variante al Piano Regolatore del Comune di Rosà (VI) adottato con delibera consiliare n. 72 del 5.6.1997

***

FATTO

A)      IL COMITATO DI SAN PIETRO

Il Comitato Circoscrizionale di Quartiere denominato “San Pietro” si è costituito nel febbraio 1995, a seguito di votazione popolare tenutasi in data 19 febbraio 1995, aperta a tutti gli abitanti maggiorenni della frazione di San Pietro, siccome convocata dai soci fondatori nel gennaio dello stesso anno;

-          il Comitato si è rinnovato, dopo la prima scadenza quadriennale, in data 21.3.199, e le nuove cariche, unitamente alla relazione finale ed al bilancio economico, sono state comunicate al Comune di Rosà con nota pervenuta in data 8.4.199;

-          il Comitato San Pietro, in relazione al provvedimento oggi impugnato, ha stilato un documento di ferma protesta, a nome della popolazione interessata, che si ritiene opportuno allegare quale doc. 11; va infatti premesso che il problema della variante della quale in questa sede richiede l’annullamento, è una delle questioni più scottanti, per le gravissime conseguenze che ne derivano, che il Comitato e la popolazione tutta della frazione si sia trovata ad affrontare negli ultimi anni, in una lunga e defatigante, oltre che per ora vana, battaglia, portata avanti nelle sedi e con gli strumenti più aperti, attraverso assemblee, raccolta di firme ritualmente protocollate e tentativi di incontri con l’Amministrazione Comunale; questa peraltro, sul punto, ha sempre mantenuto un atteggiamento reticente, contrario agli stessi principi e finalità codificate nello statuto comunale, agli artt. 2 e 42, atteggiamento sfociato, con le modalità che più avanti si diranno, nell’approvazione della variante: mai come in questa occasione si può dire che la voce della popolazione locale è rimasta inascoltata, sia dall’Amministrazione Comunale che dalla Giunta Regionale, cui la situazione era stata tempestivamente comunicata con trasmissione delle cinquecento firme di cui al doc. 13 di cui sopra.

-         

B)      L’OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO

Il provvedimento ha per oggetto la creazione di un nuovo insediamento produttivo di circa mq. 147.500 nell’area compresa fra via Pacelli, via Brega e via del Lavoro, in zone “Prese” nella Frazione San Pietro.

Tale variante al P.R.G. era stata una prima volta respinta, in data 14.04.97 dal CORECO, a causa di irregolarità sul metodo di discussione ed approvazione delle tavole.

In data 05.06.1997 essa veniva riadottata, con delibera n. 72 assunta dal Consiglio Comunale, in seconda seduta, con la presenza di soli quattro consiglieri su ventuno.

La variante prevede la creazione di una vasta area industriale di espansione, da attuarsi mediante Piani per Insediamenti Produttivi ai sensi dell’art. 27 L. 865/71 e dell’art. 14 della L.R. 61/1985; l’intervento ricomprende circa mq. 10.500, che erano destinati nel P.R.G. ad attrezzature di servizio per le zone produttive e ad impianti tecnologici e speciali, e altri mq. 137.000 di zona agricola, caratterizzata, per la parte a ridosso di Via Brega, da un elevato frazionamento fondiario.

***

C)      I LUOGHI

La chiamata in questo giudizio, in qualità di controinteressata, della Società denominata Zincherai Valbrenta S.R.L. non è, evidentemente, frutto del caso; la ditta, come la stessa denominazione conferma, svolge attività altamente dannosa per la salute, ed i cittadini di San Pietro hanno sempre dovuto, da tempo, contrastare gli effetti perniciosi.

L’azienda è attualmente sita, dopo aspre battaglie anche legali a suo tempo condotte, in zona adeguatamente distante dal centro abitato e tale, nonostante tutto, da consentire l’attività nel rispetto della normativa vigente: infatti, nonostante l’opinabile decisione dell’Amministrazione Comunale di trasformare il sito residenziale, l’area è scarsamente abitata, è sicuramente lontana dalle zone più popolose, è in sostanza “isolata nelle campagne e tenuta lontana dalle abitazione”, come doveroso per le manifatture o fabbriche insalubri di prima classe;

-          L’area interessata dal futuro insediamento industriale, caratterizzata da ampia forma rettangolare, è invece compresa tra Via Pacelli, Via Brega e Via del Lavoro, ed è molto prossima al centro della frazione, alla chiesa, ai luoghi di ritrovo sociale; trattasi di zona in buona parte agricola in proprietà di privati, tra cui la stessa Zincherai Valbrenta.

-          La viabilità è quella caratteristica dei paesi agricoli, conseguentemente anche la struttura stradale e la recettività di traffico ne sono caratteristiche; lungo le tre vie summenzionate, abbastanza strette, si erge una serie di abitazioni, con ingressi pedonali e carrai a raso; l’immagine è ben lungi da quella, caratteristica, delle zone industriali, percorrendo le cui larghe strade, spesso di nuova costruzione, si nota solo il continuo susseguirsi di capannoni industriali ed insegne; al contrario, proprio Via Brega, Via Pacelli e Via Pellico, costituiscono i tre lati di una centuriazione romana perfetta, ben conservata e con le case tutte attorno; l’assoluta inesistenza di una rete viaria sufficientemente ricettiva al traffico pesante, di adeguate infrastrutture, di parcheggi, marciapiedi e quant’altro possa mettere al sicuro l’incolumità delle persone, sono circostanze ben note all’Amministrazione Comunale ed a questa, comunque, fatte presente in più e più occasioni: l’impatto ambientale, vero e proprio stravolgimento, sarebbe di proporzioni formidabili sol che si ponga mente all’entità (oltre 140.000 mq.) della zona industriale prevista, tuta con destinazione D.1.: aziende insalubri; la presenza di una zincherai, oltre che di tutta una serie di altre attività industriali ed artigianali, nel cuore di un centro abitato quale è quello in questione, risulta incompatibile con lo stato dei luoghi, con la sicurezza e la salute dei cittadini interessati. Nessuna comparazione di interessi può essere stata operata dall’Amministrazione: oppure, se operata, è evidente la prevalenza accordata ad interessi particolaristici piuttosto che a valutazioni di interesse pubblico, buona amministrazione, ed opportunità.

-          Sembra perfino superfluo accennare al problema dell’inquinamento atmosferico ed acustico che la presenza della galvanica e la portata del traffico comporterebbe in loco; vi si fa cenno sempre con riferimento alle proporzioni della variante, alle sue conseguenze ambientali, alla inadeguatezza delle strutture, alla presenza di case e di zona agricola e, non ultima, alla assoluta inopportunità della scelta dell’amministrazione, che non ha tenuto conto, come avrebbe ben dovuto fare, che una zona industriale esiste già, ed è sovrabbondante rispetto alle esigenze locali.

-         

-          Una buona parte della zona di futuro insediamento industriale è di particolare interesse archeologico essendo stati raccolti proprio in loco “… dati molto più ricchi, rispetto al 1998, sulla presenza di un’area frequentata e strutturata, di dimensioni ancora sconosciute, in un’epoca compresa perlomeno dall’età romana al quarto-quinto secolo dopo Cristo, e forse fino al sesto-settimo”. Con l’avverbio “perlomeno” ci si vuol riferire alla presenza di numerosi ciottoli ed incisioni “di aspetto alfabetico”, raccolti in superficie e, per la prima volta quest’anno, in contesto stratigrafico sepolto, anche se non datato.  …. In altri termini, ci si trova di fronte ad un vero e proprio “enigma”, reso raro dalla presenza proprio di manufatti così particolari come i ciottoli incisi – decorati …

La zona si inserisce pertanto in un più ampio contesto di interesse archeologico, significativo per la storia del bassanese, in cui San Pietro si colloca come sito primario nella centuriazione Cittadella – bassano; la circostanza è ben nota al Comune di Rosà che, oltre ad aver contribuito alla realizzazione del testo sopra menzionato, ha inserito un disco votivo paleoveneto, risalente al II – I sec. a.C., rinvenuto in zona, nell’affresco parietale del Municipio, laddove sono ricordati o momenti importanti della comunità rosatese, con ampio rilievo da parte della stampa locale;

dei reperti archeologici, l’Amministrazione fa ampio sfoggio nell’atrio del Palazzo Comunale e nelle pubblicazioni periodiche;

la stessa Soprintendenza Archeologica per il Vento, con sede a Padova, in Via Aquileia, nella persona del Dott. Luigi Malnati in risposta ad un’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Elisa Pozza Tasca così concludeva: “… la zona in questione, se sarà destinata a nuovi impianti produttivi o comunque ad interventi che ne alterino l’attuale stato di area agricola, dovrà essere preventivamente indagata con indagini archeologiche estensive …”.

D)      GLI EFFETTI DEL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO

L’effetto immediato della variante consiste:

a)       nel trasformare in industriale la zona agricola “Prese”;

b)      nel trasformare in residenziale parte dell’attuale zona industriale nella quale sorge, tra le altre attività, la Zincherai Valbrenta S.r.L., altamente inquinante;

c)       nella conseguente incompatibilità (per effetto della “mutazione “ operata con la variante), della permanenza delle attività industriali, e della stessa galvanica, nella zona divenuta residenziale;

d)      nella conseguente necessità di trasferimento delle attività industriali, e della stessa galvanica (sempre per effetto della “mutazione” operata con la variante) nella zona divenuta industriale, e destinata integralmente ad aziende insalubri, ma di fatto densamente abitata e priva di strutture ricettizie adeguate;

e)       nella devastazione del sito archeologico; a tutela dell’interesse al mantenimento del sito ed alla prosecuzione delle ricerche, oltre che degli interessi già esposti nel presente ricorso, è stato presentato da parte dei coordinatori delle ricerche, in proprio e quali rappresentanti legali dell’Associazione Gruppo Storico e Archeologico di Rosà, altro ricorso avanti all’Intestata Autorità, del quale si allega copia;

f)        nel deprezzamento dei fondi e delle case limitrofe a causa del traffico e dell’inquinamento ambientale, atmosferico ed acustico portati dall’insediamento industriale e dalla presenza della zincheria; a tutela degli interessi dei privati cittadini proprietari e residente di fronte ed a lato del futuro insediamento, oltre che degli interessi già esposti nel presente ricorso, è stato presentato da parte di numerosi cittadini altro ricorso avanti all’Intestata Autorità, del quale si allega copia. Gli effetti a media e lunga scadenza, lungi dal portare sviluppo e ricchezza, non saranno che danni totalmente irreparabili.

………….

Per quanto sopra esposto, ritenuto, motivato e documentato, si chiede che Codesto Ecc.mo Tribunale voglia, previa sospensiva del provvedimento impugnato ed in epigrafe descritto, pronunziare l’annullamento.

 

….

Bassano del Grappa – Venezia, lì 7 maggio ‘99

Avv. Gabriella Terziari                       Avv. Antonio De Paoli

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