(Trascrizione stralcio del ricorso al T.A.R.
presentato dal Comitato di San Pietro in data 7 maggio ’99)
AVANTI
AL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO
REGIONALE
PER IL VENETO
RICORSO
CON ISTANZA SOSPENSIVA
Promosso da:
ASSOCIAZIONE-COMITATO CIRCOSCRIZIONALE DI SAN PIETRO
DI ROSA’, nella persona del Presidente pro tempore Sig. Stefano Zulian, con
sede in San Pietro di Rosà, rappresentato e difeso congiuntamente e
disgiuntamente dagli Avv. Gabriella terziari, del Foro di Bassano del Grappa, e
Avv. Antonio De Paoli, con domicilio eletto presso lo studio del secondo in
Dolo, Via Matteotti, 9/A,
CONTRO
COMUNE DI ROSA’, in persona del Sindaco
pro-tempore Dott. Didonè Giovanni, con sede in Rosà (VI), piazza Serenissima;
REGIONE DEL VENETO, in persona del Presidente
della Giunta Regionale On. Dott. Giancarlo Galan, con sede in Palazzo Balbi
Dorsoduro – Venezia e con domicilio eletto presso l’Avvocatura dello Stato in
Piazza san Marco 63;
CONTROINTERESSATA: ZINCHERIA VALBRENTA S.R.L.
in persona del legale rappresentante, Via Rossigni 19, Rosà;
PER L’ANNULLAMENTO, PREVIA SOSPENSIVA
DELL’EFFICACIA,
nelle more di causa, della delibera:
Delibera della Giunta Regionale 23 febbraio
1999, n. 479, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto il
16.03.99 – n. 23, avente ad oggetto: approvazione del progetto di variante al
Piano Regolatore del Comune di Rosà (VI) adottato con delibera consiliare n. 72
del 5.6.1997
***
FATTO
A) IL COMITATO DI SAN PIETRO
Il Comitato Circoscrizionale di Quartiere
denominato “San Pietro” si è costituito nel febbraio 1995, a seguito di
votazione popolare tenutasi in data 19 febbraio 1995, aperta a tutti gli
abitanti maggiorenni della frazione di San Pietro, siccome convocata dai soci
fondatori nel gennaio dello stesso anno;
…
-
il Comitato si è rinnovato, dopo la prima
scadenza quadriennale, in data 21.3.199, e le nuove cariche, unitamente alla
relazione finale ed al bilancio economico, sono state comunicate al Comune di
Rosà con nota pervenuta in data 8.4.199;
-
il Comitato San Pietro, in relazione al provvedimento
oggi impugnato, ha stilato un documento di ferma protesta, a nome della
popolazione interessata, che si ritiene opportuno allegare quale doc. 11; va
infatti premesso che il problema della variante della quale in questa sede
richiede l’annullamento, è una delle questioni più scottanti, per le gravissime
conseguenze che ne derivano, che il Comitato e la popolazione tutta della
frazione si sia trovata ad affrontare negli ultimi anni, in una lunga e
defatigante, oltre che per ora vana, battaglia, portata avanti nelle sedi e con
gli strumenti più aperti, attraverso assemblee, raccolta di firme ritualmente
protocollate e tentativi di incontri con l’Amministrazione Comunale; questa
peraltro, sul punto, ha sempre mantenuto un atteggiamento reticente, contrario
agli stessi principi e finalità codificate nello statuto comunale, agli artt. 2
e 42, atteggiamento sfociato, con le modalità che più avanti si diranno,
nell’approvazione della variante: mai come in questa occasione si può dire che
la voce della popolazione locale è rimasta inascoltata, sia
dall’Amministrazione Comunale che dalla Giunta Regionale, cui la situazione era
stata tempestivamente comunicata con trasmissione delle cinquecento firme di
cui al doc. 13 di cui sopra.
-
…
B) L’OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO
Il provvedimento ha per oggetto la
creazione di un nuovo insediamento produttivo di circa mq. 147.500 nell’area
compresa fra via Pacelli, via Brega e via del Lavoro, in zone “Prese” nella
Frazione San Pietro.
Tale variante al P.R.G. era stata una
prima volta respinta, in data 14.04.97 dal CORECO, a causa di irregolarità sul
metodo di discussione ed approvazione delle tavole.
In data 05.06.1997
essa veniva riadottata, con delibera n. 72 assunta dal Consiglio Comunale, in
seconda seduta, con la presenza di soli quattro consiglieri su ventuno.
La variante prevede
la creazione di una vasta area industriale di espansione, da attuarsi mediante
Piani per Insediamenti Produttivi ai sensi dell’art. 27 L. 865/71 e dell’art.
14 della L.R. 61/1985; l’intervento ricomprende circa mq. 10.500, che erano
destinati nel P.R.G. ad attrezzature di servizio per le zone produttive e ad
impianti tecnologici e speciali, e altri mq. 137.000 di zona agricola,
caratterizzata, per la parte a ridosso di Via Brega, da un elevato
frazionamento fondiario.
…
***
C) I LUOGHI
La chiamata in questo giudizio, in
qualità di controinteressata, della Società denominata Zincherai Valbrenta
S.R.L. non è, evidentemente, frutto del caso; la ditta, come la stessa
denominazione conferma, svolge attività altamente dannosa per la salute, ed i
cittadini di San Pietro hanno sempre dovuto, da tempo, contrastare gli effetti
perniciosi.
L’azienda è attualmente sita, dopo
aspre battaglie anche legali a suo tempo condotte, in zona adeguatamente
distante dal centro abitato e tale, nonostante tutto, da consentire l’attività
nel rispetto della normativa vigente: infatti, nonostante l’opinabile decisione
dell’Amministrazione Comunale di trasformare il sito residenziale, l’area è
scarsamente abitata, è sicuramente lontana dalle zone più popolose, è in
sostanza “isolata nelle campagne e tenuta lontana dalle abitazione”, come
doveroso per le manifatture o fabbriche insalubri di prima classe;
-
L’area interessata dal futuro
insediamento industriale, caratterizzata da ampia forma rettangolare, è invece
compresa tra Via Pacelli, Via Brega e Via del Lavoro, ed è molto prossima al
centro della frazione, alla chiesa, ai luoghi di ritrovo sociale; trattasi di
zona in buona parte agricola in proprietà di privati, tra cui la stessa
Zincherai Valbrenta.
-
La viabilità è quella caratteristica dei
paesi agricoli, conseguentemente anche la struttura stradale e la recettività
di traffico ne sono caratteristiche; lungo le tre vie summenzionate, abbastanza
strette, si erge una serie di abitazioni, con ingressi pedonali e carrai a
raso; l’immagine è ben lungi da quella, caratteristica, delle zone industriali,
percorrendo le cui larghe strade, spesso di nuova costruzione, si nota solo il
continuo susseguirsi di capannoni industriali ed insegne; al contrario, proprio
Via Brega, Via Pacelli e Via Pellico, costituiscono i tre lati di una
centuriazione romana perfetta, ben conservata e con le case tutte attorno;
l’assoluta inesistenza di una rete viaria sufficientemente ricettiva al traffico
pesante, di adeguate infrastrutture, di parcheggi, marciapiedi e quant’altro
possa mettere al sicuro l’incolumità delle persone, sono circostanze ben note
all’Amministrazione Comunale ed a questa, comunque, fatte presente in più e più
occasioni: l’impatto ambientale, vero e proprio stravolgimento, sarebbe di
proporzioni formidabili sol che si ponga mente all’entità (oltre 140.000 mq.)
della zona industriale prevista, tuta con destinazione D.1.: aziende insalubri;
la presenza di una zincherai, oltre che di tutta una serie di altre attività
industriali ed artigianali, nel cuore di un centro abitato quale è quello in
questione, risulta incompatibile con lo stato dei luoghi, con la sicurezza e la
salute dei cittadini interessati. Nessuna comparazione di interessi può essere
stata operata dall’Amministrazione: oppure, se operata, è evidente la
prevalenza accordata ad interessi particolaristici piuttosto che a valutazioni
di interesse pubblico, buona amministrazione, ed opportunità.
-
Sembra perfino superfluo accennare al
problema dell’inquinamento atmosferico ed acustico che la presenza della
galvanica e la portata del traffico comporterebbe in loco; vi si fa cenno
sempre con riferimento alle proporzioni della variante, alle sue conseguenze
ambientali, alla inadeguatezza delle strutture, alla presenza di case e di zona
agricola e, non ultima, alla assoluta inopportunità della scelta
dell’amministrazione, che non ha tenuto conto, come avrebbe ben dovuto fare,
che una zona industriale esiste già, ed è sovrabbondante rispetto alle esigenze
locali.
-
…
-
Una buona parte della zona di futuro
insediamento industriale è di particolare interesse archeologico essendo
stati raccolti proprio in loco “… dati molto più ricchi, rispetto al 1998,
sulla presenza di un’area frequentata e strutturata, di dimensioni ancora
sconosciute, in un’epoca compresa perlomeno dall’età romana al quarto-quinto
secolo dopo Cristo, e forse fino al sesto-settimo”. Con l’avverbio “perlomeno”
ci si vuol riferire alla presenza di numerosi ciottoli ed incisioni “di aspetto
alfabetico”, raccolti in superficie e, per la prima volta quest’anno, in
contesto stratigrafico sepolto, anche se non datato. …. In altri termini, ci si trova di fronte ad un vero e proprio
“enigma”, reso raro dalla presenza proprio di manufatti così particolari come i
ciottoli incisi – decorati …
La zona si
inserisce pertanto in un più ampio contesto di interesse archeologico,
significativo per la storia del bassanese, in cui San Pietro si colloca come
sito primario nella centuriazione Cittadella – bassano; la circostanza è ben
nota al Comune di Rosà che, oltre ad aver contribuito alla realizzazione del
testo sopra menzionato, ha inserito un disco votivo paleoveneto, risalente al
II – I sec. a.C., rinvenuto in zona, nell’affresco parietale del Municipio,
laddove sono ricordati o momenti importanti della comunità rosatese, con ampio
rilievo da parte della stampa locale;
dei reperti
archeologici, l’Amministrazione fa ampio sfoggio nell’atrio del Palazzo
Comunale e nelle pubblicazioni periodiche;
la stessa
Soprintendenza Archeologica per il Vento, con sede a Padova, in Via Aquileia,
nella persona del Dott. Luigi Malnati in risposta ad un’interrogazione
parlamentare presentata dall’On. Elisa Pozza Tasca così concludeva: “… la zona
in questione, se sarà destinata a nuovi impianti produttivi o comunque ad
interventi che ne alterino l’attuale stato di area agricola, dovrà essere
preventivamente indagata con indagini archeologiche estensive …”.
…
D) GLI EFFETTI DEL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO
L’effetto immediato della variante
consiste:
a) nel trasformare in industriale la zona agricola “Prese”;
b) nel trasformare in residenziale parte dell’attuale zona industriale
nella quale sorge, tra le altre attività, la Zincherai Valbrenta S.r.L.,
altamente inquinante;
c) nella conseguente incompatibilità (per effetto della “mutazione “
operata con la variante), della permanenza delle attività industriali, e della
stessa galvanica, nella zona divenuta residenziale;
d) nella conseguente necessità di trasferimento delle attività industriali,
e della stessa galvanica (sempre per effetto della “mutazione” operata con la
variante) nella zona divenuta industriale, e destinata integralmente ad aziende
insalubri, ma di fatto densamente abitata e priva di strutture ricettizie
adeguate;
e) nella devastazione del sito archeologico; a tutela dell’interesse al
mantenimento del sito ed alla prosecuzione delle ricerche, oltre che degli
interessi già esposti nel presente ricorso, è stato presentato da parte dei
coordinatori delle ricerche, in proprio e quali rappresentanti legali
dell’Associazione Gruppo Storico e Archeologico di Rosà, altro ricorso avanti
all’Intestata Autorità, del quale si allega copia;
f)
nel deprezzamento dei fondi e delle case
limitrofe a causa del traffico e dell’inquinamento ambientale, atmosferico ed
acustico portati dall’insediamento industriale e dalla presenza della
zincheria; a tutela degli interessi dei privati cittadini proprietari e
residente di fronte ed a lato del futuro insediamento, oltre che degli
interessi già esposti nel presente ricorso, è stato presentato da parte di
numerosi cittadini altro ricorso avanti all’Intestata Autorità, del quale si
allega copia. Gli effetti a media e lunga scadenza, lungi dal portare sviluppo
e ricchezza, non saranno che danni totalmente irreparabili.
………….
Per quanto sopra
esposto, ritenuto, motivato e documentato, si chiede che Codesto Ecc.mo
Tribunale voglia, previa sospensiva del provvedimento impugnato ed in epigrafe
descritto, pronunziare l’annullamento.
….
Bassano del Grappa
– Venezia, lì 7 maggio ‘99
Avv. Gabriella
Terziari Avv.
Antonio De Paoli