Rosà (VI)

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29/11/2003
Un'aggressione misteriosa Indagini ad ampio raggio in tutto il Bassanese - Stefano Zulian operato a Vicenza Le sue condizioni restano gravi

Sabato 29 Novembre 2003 Un’aggressione misteriosa Indagini ad ampio raggio in tutto il Bassanese Stefano Zulian operato a Vicenza Le sue condizioni restano gravi di Mario Baggio Restano gravissime le condizioni di Stefano Zulian, il presidente del comitato di frazione di S. Pietro, rimasto vittima di un'aggressione avvenuta nella serata di giovedì, in via Puccini, a Cà Dolfin di Rosà. Data la gravità delle sue condizioni, dall'ospedale di Bassano, nella stessa serata, è stato trasportato al S. Bortolo di Vicenza. I chirurghi hanno lavorato fino alle 4 di ieri notte per cercare di tamponare i danni derivati dai numerosi colpi al capo, sferrati molto probabilmente con l'ausilio di un corpo contundente. Oltre ai due ematomi, si è cercato di ovviare alle altre fratture frontali, alle orbite ed una ferita alla bocca. Insomma, il frutto di un pestaggio in piena regola che per ora lascia aperti molti interrogativi. I carabinieri di Rosà e Bassano hanno lavorato tutta la notte per cercare di dare una spiegazione al grave episodio ed individuare i responsabili dell'aggressione, avvenuta nelle vicinanze di un bar e di una macelleria. Sono stati ricostruiti i movimenti del panettiere sampieroto. Era uscito di casa, in centro a S. Pietro, alle 17,45. Aveva dichiarato all'amica Elisa Brion di essere diretto in municipio per protocollare una richiesta al sindaco ed ai consiglieri comunali di presenziare ad un'assemblea pubblica fissata in paese per giovedì della prossima settimana. Stefano Zulian non è giunto in centro a Rosà. È stato fermato, magari con una manovra azzardata, lungo via Puccini, ma non è escluso che si sia fermato perché conosceva chi poi l'avrebbe aggredito. Sta di fatto che la Peugeot Ranch con cui stava viaggiando, risulta danneggiata nella carrozzeria. Potrebbero essere i risultati di una colluttazione fra Zulian e gli aggressori. Il mezzo è stato posto sotto sequestro dai carabinieri che cercano di individuare altri elementi utili ad un'indagine che si presenta difficile. Restano aperte tutte le ipotesi, ma la pista che stanno seguendo i carabinieri, più che alla vita pubblica di Zulian come presidente del comitato di paese, sono orientate all'attività legata alla passione per le grosse moto e relativi sodalizi. Resta confermato che, in seguito all'aggressione, alle 18,15, il panettiere ha trovato le forze per ritornare a casa con la sua auto. Non ha chiesto aiuto al bar o alle abitazioni di via Puccini. A casa non ha parlato d'aggressione ma, prima di entrare in coma, aveva sostenuto la tesi dell'infortunio. Solo più tardi, ai medici dell'ospedale di Bassano, ha ammesso l'aggressione. Sono state le sue ultime parole e non ha indicato nomi. In un primo momento non voleva che l'amica chiamasse i medici. Resta confermata la presenza nella zona di una Mercedes bianca. Un conoscente di Zulian è passato lungo via Puccini poco prima delle 18. Ha visto l'amico in piedi vicino alla sua auto in sosta e la Mercedes. Pensava di fermarsi, ma dato il tempo piovoso e l'incalzare di un'auto che lo seguiva, ha tirato dritto. Non si sa se il suo passaggio fosse precedente o successivo all'aggressione. I vari particolari fanno pensare ad una resa dei conti studiata nei particolari, portata a termine in una serata piovosa, quando la gente ha meno voglia di guardarsi intorno. Con molta probabilità, gli sconosciuti hanno pedinato la vittima fin dal momento in cui è uscita dal parcheggio del negozio di generi alimentari di S. Pietro. Hanno trovato il modo di bloccare la Peugeot e quindi n'è seguita la colluttazione. Vista la prestanza fisica di Zulian, viene da pensare che sia stato assalito da più persone. Non era tipo da lasciar perdere e non è escluso che qualche altro sia rimasto malconcio. L'intera vicenda risulta ancora più complicata da due fattori. Il presidente del comitato non ha fatto nulla per dare l'allarme nella zona dell'aggressione. Inoltre, ha cercato di risolvere il problema in casa e non voleva che fosse chiamata l'ambulanza. Non resta che sperare che venga dichiarato fuori pericolo e che, ristabilito, sia in grado di dare dettagli sul grave episodio che ha creato grande allarme ed apprensione in paese. Il sindaco di Rosà, Manuela Lanzarin, saputo dell'episodio, ha rilasciato alcune dichiarazioni. "Non la pensavamo allo stesso modo - afferma - ma sono rimasta molto scossa per quanto è accaduto a Zulian. Mai avrei pensato che nel nostro paese potessero accadere fatti di così grave violenza. Esprimo l'auspicio che il presidente del comitato possa guarire in fretta".
IL GIORNALE DI VICENZA

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