Rosà (VI)

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29/11/2003
Stefano stava recandosi in municipio

Sabato, 29 Novembre 2003 LE REAZIONI Pasinato, il vice del comitato: «Siamo molto preoccupati; quello che è successo è gravissimo. Le istituzioni sono responsabili di questo» Stefano stava recandosi in municipio Doveva consegnare i risultati del referendum ed invitare il sindaco Manuela Lanzarin all’assemblea di giovedì Rosà Paura, mistero, speranza. È l'insieme dei sentimenti che aleggiavano ieri a San Pietro, la frazione di cui Stefano Zulian è uno dei leader riconosciuti nella battagliia di questi mesi contro o muovi insediamenti industriali. "Io questa sera non voglio stare da sola al presidio. Ho paura - dichiara Clelia Guglielmi, una delle irriducibili che animano la lotta del paese contro i nuovi insediamenti industriali - Io lotto per la gioventù del paese, ormai ho figli lontani, ma questo fatto mette veramente paura". "Questo è un vero assassinio - rincara G. P. altro frequentatore del presidio - speriamo che tutto vada bene, ma Stefano può restare anche paralizzato". Dal presidio ai bar del paese. "No, non credo che questo fatto sia legato ai nuovi insediamenti industriali - dice Manuela Cervellin, che conduce con i familiari uno dei due bar - e nemmeno credo che sia legato alla possibile divisione del paese da Rosà . Chi è stato? La gente dice, parla, ma nessuno sa". Asan Pietro le prime ipotesi cominciano a girare. "Qualcuno parla degli amici motociclisti di Stefano ma io non credo - osserva Dario Campagnolo, giovane che incontriamo in centro - perchè si tratta di un gruppo affiatato di amici, che si conoscono. Non avrebbero mai fatto una cosa simile". L'ipotesi che il pestaggio sia in qualche modo legato all'ambiente dei "bikers" è scartata anche da Daniele Pasinato, vicepresidente del comitato di San Pietro: "Chi porta avanti questa ipotesi, lo fa per depistare le indagini - afferma - Conosciamo l'ambiente; tra di loro i bikers non arrivano mai a tanto. Nel passato Stefano era legato al gruppo 'Air Banger Baxano', che adesso si è sciolto ed è passato con il "Nord Italia". "Siamo molto preoccupati, quello che è successo è gravissimo - continua Daniele Pasinato - anche perchè qui si è creata una condizione che è terreno fertile per azioni deliquenziali. Le istituzioni sono responsabili di questo. Il non rispetto delle norme, delle leggi crea un clima di violenza e di paura". Una valutazione che è condivisa da un altro degli animatori della protesta popolare di San Pietro, Lorenzo Signori: "In questo momento siamo nel buio più completo. Però quanto è avvenuto non può non essere messo in relazione anche all'atteggiamento di scarsa sensibilità verso la gente, verso il paese, da chi ha responsabilità verso il territorio". Stefano Zulian - rivelano Signori e Pasinato - giovedì sera era diretto in comune per portare i risultati del referendum di domenica scorsa e per invitare il sindaco Lanzarin all'assemblea di giovedì. "Non è mai arrivato in comune, l'hanno fermato prima", commenta con amarezza Pasinato. Il comitato giovedì ha intenzione di organizzare una manifestazione di solidarietà per Stefano. Sulla porta del negozio intanto sono comparsi dei foglieti a mano: "Chiuso per problemi fino a lunedì". Una scritta che ieri a San Pietro hanno interpretato come una speranza. Silvano Bordignon
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