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17/04/2009
Polemica in Italia per il film sul ragazzo con l’ossessione di uccidere Berlusconi

Polemica in Italia per il film sul ragazzo con l’ossessione di uccidere Berlusconi

Pubblicato mercoledì 15 aprile 2009 in Spagna

[El Pais]

Il film è stato trasmesso dall’emittente privata Sky, una delle poche che non appartiene alla famiglia del primo ministro

La trasmissione su un canale televisivo italiano del film “Shooting Silvio” (Sparando a Silvio) che narra la storia di un giovane con l’ossessione di uccidere il primo ministro Silvio Berlusconi, ha sollevato una polemica tra i politici italiani.

Il film (2007) del regista Bernardo Carboni, è stato trasmesso lunedì scorso in serata su uno dei canali di cinema della piattaforma Sky. Una decisione dei responsabili dell’azienda del magnate Rupert Murdoch - una delle poche imprese private che non sono in mano alla famiglia Berlusconi -, che non è per niente piaciuta al Popolo della Libertà (PDL), attuale partito al governo.

È davvero stupefacente che nel momento delicato che attraversa il nostro Paese, che sta dando prova di una solidarietà e di un’unità di intenti senza precedenti per la tragedia in Abruzzo, una grande TV privata non trovi di meglio che mandare in onda un film discutibile contro il presidente del governo”, denuncia il deputato del PDL Piero Testoni in un comunicato stampa.

Nel comunicato riportato oggi dal quotidiano italiano “Corriere della Sera”, il deputato assicura che le sue affermazioni non hanno niente a che fare con la politica, ma piuttosto con “lo stile ed il buon gusto che vengono prima della politica e che dovrebbero valere sempre per qualunque idea si intenda rappresentare”.

Shooting Silvio” racconta la storia di Giovanni, detto Kurtz, un giovane scrittore di 28 anni per il quale Berlusconi è un’ossessione, l’incarnazione del male e va fermato a tutti i costi.

Distribuito nelle sale italiane nel 2007, è un film indipendente da 150mila euro raccolti grazie ad iniziative quali rappresentazioni teatrali o vendita di merchandising.

Contraria alla sua messa in onda anche il deputato del PDL Beatrice Lorenzin la quale sostiene che “Shooting Silvio” è un inno alla violenza ed un incitamento implicito contro l’uomo e contro Berlusconi.

Il senatore del PDL Francesco Casoli afferma che il film, che considera “di pessimo gusto” è stato trasmesso “in un momento delicato” tra la crisi economica ed il terremoto che la scorsa settimana ha colpito il centro Italia.

[Articolo originale di EFE]


El Pais

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