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23/04/2009
Un ingegnere a giudizio per un impianto - Gianmatteo Bordignon era progettista e direttore lavori

ROSÀ/1. Videosorveglianza a S. Daniele (Friuli)

Un ingegnere a giudizio per un impianto

Gianmatteo Bordignon era progettista e direttore lavori


Giovedì 23 Aprile 2009



L'appalto per i sistemi di videosorveglianza del palazzo municipale a San Daniele del Friuli è stato oggetto d'inchiesta e ieri tre persone sono state rinviate a giudizio perché accusate di corruzione, frode nelle pubbliche forniture e falsità ideologica nei certificati amministrativi. Sono i contitolari della società che vinse l'appalto e l'ingegnere direttore dei lavori. 
Il 6 ottobre comincerà il processo nei confronti di Giancarlo Aviano, 45 anni, di Tavagnacco, del coetaneo Dario Ambrosio residente a Cordovado e dell'ingegner Gianmatteo Bordignon, 46 anni, di Rosà. Quest'ultimo era progettista e direttore dei lavori, gli altri compaiono imputati nella veste di contitolari della St srl che aveva stipulato l'appalto col Comune. 
La tesi d'accusa formulata dal pm Lorenzo Del Giudice si fonda sul presupposto che nella sede comunale di Villa Serravallo sia stata installata apparecchiatura di qualità deteriore rispetto al progetto, contabilizzando lavori non eseguiti per 56 mila euro su un importo richiesto al Comune di 180 mila. Maggio 2006 è il periodo di riferimento relativo a questa ipotesi di frode nelle pubbliche forniture. Di conseguenza si ipotizza la falsità di certificati come lo stato d'avanzamento e l'ultimazione dei lavori, oltre a quello di regolare svolgimento degli stessi. 
C'è poi il capitolo corruzione: il cosiddetto prezzo della tangente è individuato in una fattura di circa 16 mila euro, cifra pagata dagli imprenditori all'ingegnere nel dicembre 2003 a titolo d'acconto per spese tecniche di collaudo funzionale. 
Per l'accusa, questa attività sarebbe stata incompatibile con il ruolo poi assunto dal direttore dei lavori. Ieri gli avvocati difensori Antonio Mezzomo e Paolo Coseano hanno chiesto il proscioglimento su tutta la linea sostenendo, in sintesi, l'assoluta totale certezza della completezza della fornitura, la corrispondenza sia sulla quantità sia sulla qualità dei materiali. Questo perché all'inizio la direzione lavori emise un ordine di servizio sulla sostituzione, per problemi contingenti di parti della fornitura. Una sostituzione di cui fu informato il Comune con un progetto di variante depositato e protocollato. 
Quanto all'ipotizzata tangente, la fattura riguardava il noleggio dell'attrezzatura necessaria al collaudo, pagata e registrata. Per la difesa, quindi, non poteva sussistere l'ipotesi di corruzione.

IL GIORNALE DI VICENZA

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