Rosà (VI)

giovedì 9 settembre 2010 2.46.00



       DOCUMENTI        MANIFESTO



       PROPOSTE        Dossier Immigrazione        Banca Etica        CITAZIONI



       IL CONSIGLIO



       SULLA STAMPA        STORIA        APPUNTAMENTI        CONOSCI ROSA'        COMITATO S.PIETRO        PEDEMONTANA        PARCO RURALE TRAVETTORE        IL CASO        ANNO DEL BAMBINO        L'OPINIONE



       AMBIENTE        PER LA PACE



       LO SAI CHE        PER SORRIDERE        L'ONOREVOLE        IL KAISER



       Forum



04/05/2009
I capricci di Berlusconi

I capricci di Berlusconi

Articolo di , pubblicato lunedì 4 maggio 2009 in Olanda.

[NRC Handelsblad]

L’estero non sa cosa pensare di Berlusconi. Ed in generale la cosa non e’ grave, poiche’, cosi’ suona il cliche’ prevalente, sono i soliti strani italiani. E’ la terra dell’estetica e del surrealismo, della mafia e del piacere di vivere. Un paio di storie sul premier in piu’ od in meno non cambia poi tanto le cose.

C’è un’altra scuola di pensiero, secondo la quale Berlusconi appartiene all’avanguardia sociale. Il suo populismo e’ pionieristico, postdemocratico e presente anche altrove, forse soprattutto qualche anno fa con Thaksin in Tailandia: anch’egli multimiliardario, ‘nuovo ricco’, chiacchierone, con i capelli tinti, e persino padrone di una squadra di calcio. Poichè possedere una squadra di calcio è molto macho.

Il presidente francese Sarkozy, è trapelato recentemente, ammira Berlusconi piu’ di chiunque altro, semplicemente per un motivo: la cosa piu’ importante in una democrazia e’ essere rieletti. Vedi Berlusconi: c’e’ riuscito tre volte, ha fatto sapere Sarkozy. E’ forse una visione un po’ ristretta sulla natura di una democrazia, ma appare in ogni caso autentica.
Il capitolo sui capricci di Berlusconi e’ ormai lungo. Uno dei suoi recenti biografi, Federico Boni (Superleader) lo ritiene un tentatore permanente, che puo’ assumere tanti aspetti: trainer di calcio, messia, mostro del sesso e uomo di famiglia, uomo di stato e musicista di pianobar, pio cattolico e libertino, grande industriale e lavoratore.

Potere, sesso ed una nevrosi narcisistica si incrociano nell’ormai 72enne magnate dei media. Poco dopo il terremoto de L’Aquila ha detto ad una dottoressa che si sarebbe volentieri fatto fare la respirazione artificiale da lei. Non e’ proprio la prima cosa che verrebbe in mente in una situazione cosi’ disastrosa, ma a lui si’, e lo dice tranquillamente.

Nel suo governo figura Mara Carfagna, con la quale si sarebbe volentieri voluto sposare, se non fosse già sposato. Mara Carfagna e’ Ministro delle Pari Opportunita’, ed era in precedenza una ragazza pin-up negli spettacoli TV italiani. Il fenomeno delle giovani ragazze dalle gambe lunghe, semivestite e con grandi seni, era del resto un’invenzione di Berlusconi stesso un quarto di secolo fa, e le sue emittenti hanno raggiunto con questo tipo di donne – le cosiddette veline – sempre il successo. E per rendere il surrealismo completo: chi vuole vedere sotto la gonna del Ministro delle Pari Opportunità, basta che vada a fare un giro su Youtube.

Berlusconi ha inserito nel suo governo il suo avvocato, che ora e’ Ministro della Giustizia. Il suo medico e’ in Parlamento. Quest’ultimo recentemente ha definito Berlusconi tecnicamente praticamente immortale. In breve, qui la politica è una soap permanente, dunque democrazia postmoderna, dove non la qualita’ del dibattito ma la qualita’ del divertimento offerto decide i risultati dell’urna elettorale.

Oltre al divertimento ci sono le aggressioni allo Stato di Diritto. A parte tutte le intromissioni nel potere giudiziario e le manipolazioni c’e’ il permanente conflitto di interessi di un premier che e’ contemporaneamente magnate dei media e conta su canali televisivi, giornali e riviste dai quali e’ trattato con attenzione e ammirazione. E che interviene nella compagine sociale manipolandola a suo favore, sia attraverso nomine che per mezzo di intimidazioni. E del resto, rimane un curioso fenomeno che a Bruxelles il Commissariato per la Concorrenza, che studia a fondo tutta l’Europa in cerca di irregolarita’, pare non si ritenga competente in questo caso cosi’ vistoso e provocatorio.

Non interessa per niente una tale situazione agli italiani? La tentazione di dare una risposta servendosi dei cliche’ sull’Italia è grande: gli italiani non hanno il senso dello Stato, le regole sono fatte per essere aggirate eccetera, eccetera. Ciò che è certo è che in Italia piu’ che in altri Paesi d’Europa molta gente ha un’azienda e lavora per proprio conto. Questo farà sicuramente aumentare la simpatia per un imprenditore che se ne sbatte delle regole del governo e con la sua famiglia vuole mantenere le redini dell’azienda. Oltretutto, Berlusconi raccoglie anche dei successi: i processi si chiudono più velocemente, i rifiuti a Napoli sono scomparsi dalle prime pagine, Alitalia vola ancora.

Ma soprattutto Berlusconi ha per la prima volta dalla fine della guerra dato voce alla destra. Negli anni ’80 ha scacciato il conservatorismo cattolico dai media. Ha rotto l’egemonia culturale della sinistra. Sino ad allora la destra italiana si era dovuta rifugiare nell’area opprimente del neofascismo. Per unire questo gruppo al suo partito ha dovuto in qualche modo decriminalizzare Mussolini senza però attribuirgli molta importanza: Mussolini non ha mai ucciso nessuno, Mussolini mandava la gente in vacanza in esilio, ha detto scanzonatamente un paio d’anni fa.

Scanzonato ed ottimista. Nella crisi attuale Berlusconi non ha un’espressione preoccupata. Le dichiarazioni del governo dopo gli ultimi provvedimenti per stimolare l’economia raccolgono un messaggio che lui ogni volta ripete: la crisi e’ pesante ma non e’ una tragedia. E un peccato per il benestare di noi tutti che i media qualifichino questa crisi come tragica, perche’ cosi’ non e’ in realta’. In breve, qualsiasi cosa succeda, non bisogna rovinare l’atmosfera, nessuna espressione sconsolata, ma una risata amichevole nella telecamera. Come dobbiamo interpretare il fenomeno? Un Paese giudica in modo piu’ leggero di un altro. Se il cancelliere Merkel deve dare la mano a Berlusconi, ti viene comunicato un senso di avversione interiore. In Francia le opinioni sono divise.

Il nostro destino e’ nella democrazia del divertimento, o è un concorso di cosiddette ‘circostanze italiane’, dolce vita anno 2009? O sarà che fra un pò ogni democrazia del divertimento avrà il proprio repertorio?

[Articolo originale "De Fratsen van Berlusconi" di Ben Knapen]


NRC Handelsblad

News Precedente News Successiva
Elenco Delle News

 

 

Copyright 2000 - 2001 by EnsoX.com ®