I
capricci di Berlusconi
Articolo
di , pubblicato lunedì 4 maggio 2009 in Olanda.
[NRC
Handelsblad]
L’estero
non sa cosa pensare di Berlusconi. Ed in generale la cosa non e’
grave, poiche’, cosi’ suona il cliche’ prevalente,
sono i soliti strani italiani. E’ la terra dell’estetica
e del surrealismo, della mafia e del piacere di vivere. Un paio di
storie sul premier in piu’ od in meno non cambia poi tanto le
cose.
C’è
un’altra scuola di pensiero, secondo la quale Berlusconi
appartiene all’avanguardia sociale. Il suo populismo e’
pionieristico, postdemocratico e presente anche altrove, forse
soprattutto qualche anno fa con Thaksin in Tailandia: anch’egli
multimiliardario, ‘nuovo ricco’, chiacchierone, con i
capelli tinti, e persino padrone di una squadra di calcio. Poichè
possedere una squadra di calcio è molto macho.
Il
presidente francese Sarkozy, è trapelato recentemente, ammira
Berlusconi piu’ di chiunque altro, semplicemente per un motivo:
la cosa piu’ importante in una democrazia e’ essere
rieletti. Vedi Berlusconi: c’e’ riuscito tre volte, ha
fatto sapere Sarkozy. E’ forse una visione un po’
ristretta sulla natura di una democrazia, ma appare in ogni caso
autentica. Il capitolo sui capricci di Berlusconi e’ ormai
lungo. Uno dei suoi recenti biografi, Federico Boni (Superleader) lo
ritiene un tentatore permanente, che puo’ assumere tanti
aspetti: trainer di calcio, messia, mostro del sesso e uomo di
famiglia, uomo di stato e musicista di pianobar, pio cattolico e
libertino, grande industriale e lavoratore.
Potere,
sesso ed una nevrosi narcisistica si incrociano nell’ormai
72enne magnate dei media. Poco dopo il terremoto de L’Aquila ha
detto ad una dottoressa che si sarebbe volentieri fatto fare la
respirazione artificiale da lei. Non e’ proprio la prima cosa
che verrebbe in mente in una situazione cosi’ disastrosa, ma a
lui si’, e lo dice tranquillamente.
Nel
suo governo figura Mara Carfagna, con la quale si sarebbe volentieri
voluto sposare, se non fosse già sposato. Mara Carfagna e’
Ministro delle Pari Opportunita’, ed era in precedenza una
ragazza pin-up negli spettacoli TV italiani. Il fenomeno delle
giovani ragazze dalle gambe lunghe, semivestite e con grandi seni,
era del resto un’invenzione di Berlusconi stesso un quarto di
secolo fa, e le sue emittenti hanno raggiunto con questo tipo di
donne – le cosiddette veline – sempre il successo. E per
rendere il surrealismo completo: chi vuole vedere sotto la gonna del
Ministro delle Pari Opportunità, basta che vada a fare un giro
su Youtube.
Berlusconi
ha inserito nel suo governo il suo avvocato, che ora e’
Ministro della Giustizia. Il suo medico e’ in Parlamento.
Quest’ultimo recentemente ha definito Berlusconi tecnicamente
praticamente immortale. In breve, qui la politica è una soap
permanente, dunque democrazia postmoderna, dove non la qualita’
del dibattito ma la qualita’ del divertimento offerto decide i
risultati dell’urna elettorale.
Oltre
al divertimento ci sono le aggressioni allo Stato di Diritto. A parte
tutte le intromissioni nel potere giudiziario e le manipolazioni c’e’
il permanente conflitto di interessi di un premier che e’
contemporaneamente magnate dei media e conta su canali televisivi,
giornali e riviste dai quali e’ trattato con attenzione e
ammirazione. E che interviene nella compagine sociale manipolandola a
suo favore, sia attraverso nomine che per mezzo di intimidazioni. E
del resto, rimane un curioso fenomeno che a Bruxelles il
Commissariato per la Concorrenza, che studia a fondo tutta l’Europa
in cerca di irregolarita’, pare non si ritenga competente in
questo caso cosi’ vistoso e provocatorio.
Non
interessa per niente una tale situazione agli italiani? La tentazione
di dare una risposta servendosi dei cliche’ sull’Italia è
grande: gli italiani non hanno il senso dello Stato, le regole sono
fatte per essere aggirate eccetera, eccetera. Ciò che è
certo è che in Italia piu’ che in altri Paesi d’Europa
molta gente ha un’azienda e lavora per proprio conto. Questo
farà sicuramente aumentare la simpatia per un imprenditore che
se ne sbatte delle regole del governo e con la sua famiglia vuole
mantenere le redini dell’azienda. Oltretutto, Berlusconi
raccoglie anche dei successi: i processi si chiudono più
velocemente, i rifiuti a Napoli sono scomparsi dalle prime pagine,
Alitalia vola ancora.
Ma
soprattutto Berlusconi ha per la prima volta dalla fine della guerra
dato voce alla destra. Negli anni ’80 ha scacciato il
conservatorismo cattolico dai media. Ha rotto l’egemonia
culturale della sinistra. Sino ad allora la destra italiana si era
dovuta rifugiare nell’area opprimente del neofascismo. Per
unire questo gruppo al suo partito ha dovuto in qualche modo
decriminalizzare Mussolini senza però attribuirgli molta
importanza: Mussolini non ha mai ucciso nessuno, Mussolini mandava la
gente in vacanza in esilio, ha detto scanzonatamente un paio d’anni
fa.
Scanzonato
ed ottimista. Nella crisi attuale Berlusconi non ha un’espressione
preoccupata. Le dichiarazioni del governo dopo gli ultimi
provvedimenti per stimolare l’economia raccolgono un messaggio
che lui ogni volta ripete: la crisi e’ pesante ma non e’
una tragedia. E un peccato per il benestare di noi tutti che i media
qualifichino questa crisi come tragica, perche’ cosi’ non
e’ in realta’. In breve, qualsiasi cosa succeda, non
bisogna rovinare l’atmosfera, nessuna espressione sconsolata,
ma una risata amichevole nella telecamera. Come dobbiamo interpretare
il fenomeno? Un Paese giudica in modo piu’ leggero di un altro.
Se il cancelliere Merkel deve dare la mano a Berlusconi, ti viene
comunicato un senso di avversione interiore. In Francia le opinioni
sono divise.
Il
nostro destino e’ nella democrazia del divertimento, o è
un concorso di cosiddette ‘circostanze italiane’, dolce
vita anno 2009? O sarà che fra un pò ogni democrazia
del divertimento avrà il proprio repertorio?
[Articolo
originale "De Fratsen van Berlusconi" di Ben Knapen]
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