6
Maggio 2009
Nano
iconoclastìa
Vittorio
Feltri è la punta più alta della neo iconoclastia,
della distruzione attraverso i mass media dell'immagine delle
persone. Nel senso suino,
spregiativo, psiconano del termine. Feltri rimarrà, ne sono
sicuro insuperato. La pubblicazione a seno nudo su Libero (finanziato
dai soldi pubblici)
della (ancora) moglie del suo padrone elettivo dopo alcune
dichiarazioni di Veronica Lario: "un ciarpame senza
pudore, tutto in nome del potere" non ha precedenti. Mussolini e
Hitler non sono arrivati a tanto, alle poppe della moglie sui
giornali amici. La neo iconoclastia, o nanoiconoclastia, è
un movimento di carattere diffamatorio che si è sviluppato in
Italia a partire dalla fine dello scorso secolo con l'obiettivo di
distruggere la reputazione degli avversari. Alla base del movimento
piduista mediatico vi è la convinzione che colpendo l'immagine
di una persona attraverso i media di massa questa fosse indotta al
silenzio o si normalizzasse. Una convinzione del tutto corretta.
Con Mondadori ,
Mediaset e RAI a disposizione, un giudice può diventare un
criminale, una puttana una donna di governo, un avversario politico
un povero
idiota.
Chi non si fa comprare si distrugge. Un ordine del padrone, non
sempre necessario, e Montanelli è un ingrato, un povero
vecchio demente. Caselli un magistrato comunista in cerca di
notorietà, Fini un traditore (poi pentito), Bossi un pazzo
(poi pentito). A Fini che si dissociava nel 2007 fu servito, caldo
caldo, da Striscia La Notizia un servizio sulla sua nuova compagna. A
Bossi che rifiutava negli anni '90 l'alleanza con Forza Italia, per
mesi, fu dato, sulle televisioni di Testa d'Asfalto, delmitomane,
del folle. Per una efficace nanoiconoclastia è necessario
disporre di servi pronti a tutto. Sono i kapò
dell'informazione, i killer delle persone che si ribellano. Sgarbi,
Feltri, Giordano, Belpietro, Rossella, Mimun, Fede sono solo alcuni
tra le centinaia di manipolatori a pagamento della realtà.
Gente che pagherebbe per disinformare. L'eresiava
colpita e l'immagine dell'eretico va distrutta, storpiata,
annullata. L'effetto della nanoiconoclastia è il silenzio.
Chi per paura, chi perché si è venduto, chi perché
si è arreso. In un silenzio generale i pochi che parlano sono
subito identificati. E' un vantaggio non da poco per chi vuole
colpirli. E se affermano cose diverse dai più importanti media
del Paese non possono che avere torto per chi non ha altre fonti di
informazioni. Una menzogna ripetuta
per mesi e per anni diventa verità, ma non è la
verità. Il gioco del silenzio di chi sa tutto e non parla
per non perdere la propria posizione sociale è l'aspetto più
mortificante della nanoiconoclastia.
Un silenzio preventivo. Dove sono i cosiddetti intellettuali? I
cosiddetti giornalisti? I cosiddetti industriali? Il gioco del
silenzio non può durare a lungo. Il re è nudo e ha
anche il culo di fuori. Loro non si arrenderanno mai (ma gli
conviene?). Noi neppure.
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