Lo
scandalo Berlusconi
Articolo
di Società
cultura e religione,
pubblicato domenica 17 maggio 2009 in Spagna.
[El
País]
La
sicurezza si garantisce molto meglio con delle forze dell’ordine
ben equipaggiate e preparate che non con leggi anti-immigrazione.
Questo dovrebbe essere evidente a tutti quei cittadini di mezza
Europa che si sta tentando di scuotere e mobilitare, approfittando
della crisi, per avvicinarli a movimenti autoritari che portano
avanti discorsi populisti e xenofobi.
Ciò
che ha dell’incredibile è che i partiti democratici
hanno tanta paura che questi messaggi vengano alla luce che, invece
di combatterli per ciò che sono, ovvero baluardi di un
pensiero autoritario, si fanno intimorire, ed addirittura cercano di
adeguare i propri discorsi affinché non ne risultino
nettamemente distanti. È una strategia che non ha mai dato
buoni risultati: come spiega nel suo ultimo libro l’ex
presidente uruguaiano Julio Maria Sanguinetti, si comincia
permettendo che la tolleranza sparisca dalla società e si
finisce perdendo, molto semplicemente, la libertà.
Ciò
che sta succedendo e che è successo questa settimana in
Italia, dove sono state approvate nuove leggi che trasformano in
reato l’immigrazione clandestina riducendo, o praticamente
azzerando, i diritti degli immigrati senza regolare permesso di
soggiorno inclusi i neonati, ai quali si proibirà l’iscrizione
all’anagrafe, è uno scandalo e dovrebbe suscitare una
reazione molto più vigorosa da parte dell’Unione
Europea. A che serve un Parlamento europeo se le sue forze
democratiche non sono capaci di denunciare la misure che sta
adottando il Governo di Silvio Berlusconi che, per certi aspetti,
ricordano il fascismo?
Una
decina di anni fa, quando il partito d’estrema destra di Jorg
Haider entrò a far parte di un Governo di coalizione
austriaco, l’Europa reagì con molta più fermezza,
adottando delle sanzioni persino prima che il Governo avesse
approvato leggi che potessero ricordare anche solo lontanamente
quelle che adesso si fa finta di ignorare in Italia.
In
Italia, il dibattito sull’immigrazione clandestina viene
affrontato in modo del tutto strumentale e fa parte di una strategia
populista volta a togliere l’attenzione da problemi molto più
gravi, come il diffondersi della Mafia, la concentrazione di poteri
da parte di Berlusconi e dei suoi soci, e il degrado di un sistema
politico deteriorato in molte sue parti dalla corruzione. Con 297
voti a favore, 255 contrari e 3 astenuti (com’è
possibile astenersi in un dibattito simile?) il Parlamento italiano
ha approvato le “nuove disposizioni in materia di sicurezza
pubblica” (http://www.camera.it) che, come ha denunciato lo
stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alimentano la
retorica razzista e xenofoba.
La
situazione è ancor più grave se si pensa che queste
norme vengono firmate nel momento in cui la crisi sta facendo perdere
il posto di lavoro a milioni di cittadini europei che si appoggiano,
chi più chi meno, a sussidi pubblici. Questi neo-disoccupati,
se la crisi si dovesse prolungare, si troverebbero a lottare gomito a
gomito per i pochi nuovi posti di lavoro creatisi.
Una
società civile spaventata e demotivata, nazionalismi
esacerbati e instabilità sono componenti di una situazione che
già ha dato origine in passato a leggi contro l’immigrazione
prima, a leggi razziali poi.
Un
cronista politico vicino a Berlusconi ha scritto questa settimana che
“lo stato non può essere buonista”. Sicuramente ha
ragione, e coloro i quali si vogliono opporre a questo Governo
dovrebbero spiegare meglio all’opinione pubblica quali sono le
loro proposte contro l’immigrazione clandestina. Ciò che
non deve lasciare adito a dubbi è che esistono misure più
efficaci, più giuste e più sensate delle vergognose
disposizioni approvate questa settimana in Italia. E che, anche se
non ce ne fossero di migliori, quelle che ha approvato il Governo
italiano sono comunque ingiuste, inefficaci e vergognose.
Vietare
che un neonato sia iscritto all’anagrafe vuol dire negargli
dalla nascita il diritto ad un nome, cosa che, rendendolo invisibile
e trasformandolo in una non-persona, mette a repentaglio la sua vita
e la sua salute. Il diritto ad un nome è sancito dalla
Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo. In che maniera
questa “nuova disposizione in materia di sicurezza” evita
l’immigrazione clandestina dall’Africa o dal Bangladesh?
Fare
della sicurezza il più importante messaggio elettorale e
politico di un paese è una vigliaccata: verso gli immigrati
poveri, che si vedono immediatamente minacciati come potenziali
trasgressori di questa sicurezza, ma anche verso i cittadini “nativi”
di un paese, i quali vengono spinti a sprecare energie, ogni giorno
più scarse ma ogni giorno più necessarie, che
potrebbero essere impiegate forse per lottare per una futura via
d’uscita: nell’istruzione, ad esempio.
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