Può
un’adolescente far cadere Berlusconi?
Articolo
di Società
cultura e religione,
pubblicato mercoledì 27 maggio 2009 in Gran
Bretagna.
[The
Independent]
Lo
chiama “papi”. Lui le ha regalato una collana da 6.000
sterline per il suo diciottesimo compleanno. La relazione di Silvio
Berlusconi con Noemi Letizia ha già portato sua moglie ad
avviare le pratiche di divorzio. Potrebbe ora fargli perdere il
comando?
Gli
Italiani sono sempre stati sprezzanti nei confronti dell’ossessione
dei media “anglosassoni” per la vita privata della gente
ricca e famosa, ma nell’ultimo mese i giornali italiani si sono
occupati esclusivamente di un unico argomento: la relazione tra il
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e una giovane donna di
Napoli, di nome Noemi Letizia. Berlusconi è stato sorpreso a
dire molte bugie su questa amicizia e si rifiuta di giustificarle. E
con un appuntamento elettorale di rilievo alle porte, la sua
popolarità, che sei settimane fa aveva toccato il picco
massimo, rischia ora di crollare.
I
giornalisti non possono essere accusati di aver trasformato la
questione in uno scandalo, perché è stato Berlusconi
stesso ad attirare l’attenzione sulla relazione, quel martedì
in cui, approfittando di un viaggio a Napoli, si è fatto
vedere alla festa per il diciottesimo compleanno di Noemi. Ha posato
per i fotografi e ha omaggiato la giovane e attraente biondina con un
pendente d’oro e diamanti del valore di 6.500 euro. Questo
evento irrilevante è stato immortalato il giorno seguente, in
un breve articolo di cronaca, su La
Repubblica.
E
sarebbe finita lì se non fosse stato che, nel giro di quattro
giorni, questo fatto è diventato per la seconda moglie di
Berlusconi, Veronica, il casus belli per il divorzio. Suo marito, ha
affermato la signora in un comunicato stampa, “frequenta le
minorenni”; si è dichiarata preoccupata per il marito
perchè “non sta bene”, ma non ha manifestato alcun
dubbio che, dopo quasi trent’anni assieme, il loro matrimonio
sia finito.
Improvvisamente,
l’apparentemente innocuo evento sociale ha assunto sfumature
misteriose e sinistre. Noemi, da quanto si è appreso, ha
l’abitudine di chiamare Berlusconi “papi”. Il
Presidente del Consiglio sembra essere in termini più che
familiari con la ragazza.Messo alle strette dalla moglie Veronica,
che apre bocca una volta ogni due anni ma con effetti devastanti,
Berlusconi si è recato a Porta
a Porta,
un talk-show politico in seconda serata condotto dal suo cortigiano
televisivo più servile e ha spiegato che il padre di Noemi,
Elio Letizia è una vecchia conoscenza politica dei tempi in
cui il Premier aveva a che fare con Bettino Craxi e il partito
Socialista: Berlusconi aveva bisogno di consultarsi con lui in merito
ad urgenti questioni legate alle elezioni europee. Ma poco dopo, Bobo
Craxi, figlio dello scomparso Bettino, è saltato fuori
dichiarando di non aver mai sentito parlare del padre di Noemi. Allo
stesso modo, l’improbabile dichiarazione di Berlusconi circa le
“urgenti questioni elettorali” non ha convinto ed è
stata negata qualche settimana dopo da Elio Letizia in persona.
Il
privato non è più tale, ormai: qualcosa di quella festa
di compleanno e della partecipazione di Berlusconi ha trascinato
oltre il limite Veronica, sofferente già da lungo tempo. Una
delle ragioni della sua rabbia, come lei stessa ha spiegato in
un’amara e-mail all’Ansa, è il fatto di non essere
mai riuscita a far partecipare il marito a nessuno dei diciottesimi
compleanni dei loro figli, “pur essendo stato invitato”.
Ma questo motivo in sé non può essere la
goccia che ha fatto traboccare il vaso (o,
come diremmo noi, il fuscello che ha spezzato la schiena al
cammello). Davvero Berlusconi è l’amante di Noemi e
perciò colpevole come Veronica dice, di “frequentare le
minorenni”? O forse la ragazza è sua figlia illegittima?
Le sue guance paffute e gli occhi piccoli, non molto diversi da
quelli del Premier, permettono al mondo di propendere per
quest’ultima ipotesi. Ma Berlusconi si è rifiutato di
fare luce sulla loro relazione. Ha continuato a sostenere di averla
incontrata “tre o quattro volte” e sempre accompagnata
dai genitori.
Ironia
vuole che Berlusconi non si sia mai mostrato ritroso ad esporre
all’occhio pubblico la sua caotica e colorita vita privata. Si
innamorò di Veronica a Milano, vedendola recitare in topless
in uno spettacolo teatrale intitolato “Il Magnifico Cornuto”
e visse con lei nel peccato per 10 anni prima di sposarla con una
cerimonia civile. I loro bambini sono nati prima del matrimonio.
Quando entrò in politica nel 1994 il suo manifesto elettorale
fu un’autobiografia epurata, Una Storia Italiana, in cui
ritraeva se stesso come l’italiano medio, figlio di un
impiegato di banca, partito da zero e diventato immensamente ricco
grazie al duro lavoro e ad una famiglia unita molto legata alle
proprie radici. Milioni di italiani se la bevvero e nessuno dubitò
mai del suo buon gusto in fatto di donne (era sufficiente guardare le
sue due mogli).
E’
stato dopo la sua seconda e molto più convincente vittoria
alle elezioni del 2001 che le voci sulle frenetiche relazioni di
Berlusconi hanno cominciato davvero a circolare, con resoconti di
bellissime e giovani stagiste ospitate d’estate, come
“assistenti”, nella sua villa in Sardegna – e della
rapida carriera di altre ragazze altrettanto attraenti tra le fila
del suo partito, Forza Italia, attraverso i suoi canali televisivi
commerciali. Berlusconi, da vecchia volpe, aveva trovato il modo di
tenere occupata la propria libido, nonostante le esigenze della vita
politica. E trattandosi dell’Italia, nessuno se ne è
lamentato. Veronica era stata sistemata in una magnifica casa a pochi
chilometri dalla residenza principale di Berlusconi, Villa
Arcore,
a nord di Milano. Era sicuramente un cattivo marito, ma in Italia
questi sono affari della famiglia e di nessun altro.
Eppure,
come ha fatto notare ieri il direttore de La
Repubblica,
Ezio Mauro: “Berlusconi ha da molto tempo cancellato il confine
tra pubblico e privato”. Lo ha fatto nel pubblicare il suo
manifesto elettorale. E continua a farlo in modo più caotico e
impulsivo quando permette ai paparazzi di fotografarlo in compagnia
di formose ragazze di 50 anni più giovani di lui. È
l’atteggiamento di un sultano, un re o un dittatore, e il modo
in cui Berlusconi tentava l’impossibile indicava già
chiaramente che stava muovendosi a poco a poco in quella direzione. I
suoi giornali e le sue televisioni non avrebbero mai protestato . La
RAI, televisione di stato, era sempre più succube del Premier.
Persino i quotidiani indipendenti concedevano una fiducia crescente
alla sua buona volontà . La scarsa attenzione prestata da
Berlusconi alla sua stessa immagine è il metro di misura per
capire quanto si sentisse invulnerabile.
Ma
aveva fatto i conti senza Veronica. Nel gennaio 2007, per la prima
volta dichiarò pubblicamente che suo marito si era spinto
troppo oltre, concedendo un’intervista a La
Repubblica (uno
delle poche testate realmente indipendenti), in cui pretendeva le
scuse di Berlusconi per aver detto a Mara Carfagna –
un’affascinante modella diventata parlamentare (e ora
Ministro): “La sposerei in un lampo se non fossi già
sposato”. Berlusconi acconsentì docilmente. Ma non
cambiò atteggiamento. Continuò esattamente come prima,
fino all’arrivo del diciottesimo compleanno di Noemi dopo il
quale tutto è andato decisamente storto.
Oggi,
l’Italia è al bivio: La
Repubblica ha
insistentemente preteso dal Presidente del Consiglio chiarificazioni
riguardo Noemi, pubblicando nelle ultime due settimane una lista di
dieci domande per le quali vogliono una risponda. Berlusconi ha
ripetutamente rifiutato. Con le elezioni europee tra dieci giorni,
c’è il rischio concreto che il suo silenzio lo danneggi
alle urne, dalle quali aveva pensato di uscire grande vincitore –
particolarmente ora che importanti figure della Chiesa Cattolica,
come l’ex Arcivescovo di Pisa Alessandro Plotti, hanno
cominciato ad attaccarlo. Berlusconi ha promesso di riferire al
parlamento per quanto riguarda ciò che lui definisce “infami
dicerie” sulla sua relazione con Noemi.
E’
sintomatico della banalizzazione della politica italiana sotto
Berlusconi che solo ora gli si chiedano delle spiegazioni, non per
corruzione o per associazione mafiosa, ma a causa di una sua
relazione con un’adolescente. Ma la diatriba in sé non è
insignificante. Viveve in Italia oggi è come essere
intrappolati sul fianco di un vulcano dal quale lentamente, ma
inesorabilmente sta colando lava. Lontano dal condurre ad una
rivitalizzata “Seconda Repubblica”, lo scandalo delle
corruzione degli anni ‘90 ha portato invece all’Epoca di
Silvio e al lento, ma stabile degrado delle istituzioni democratiche
della nazione. Se il Presidente del Consiglio può cavarsela
portando avanti una relazione extra-coniugale semi-pubblica con
un’adolescente (e mentendo così spudoratamente che
chiunque può rendersene conto) e ancora nessuno gli chiede
delle spiegazioni – allora il Paese è in pericolo.
[Articolo
originale "Could a teenage girl topple Berlusconi?" di
Peter Popham
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