Il
seduttore ha perso il controllo
Articolo
di Società
cultura e religione,
pubblicato giovedì 28 maggio 2009 in Svezia.
[Sydsvenskan]
Il
re è nudo, grida il bambino di una fiaba di H.C.
Andersen, ed all’improvviso tutti vedono ciò che prima
nessuno aveva osato vedere. L’Italia non c’è
ancora arrivata, ma è quasi lì, dopo una luna di miele
durata un anno intero.
Silvio
Berlusconi gode ancora di sondaggi di opinione molto buoni, ma tre
questioni degli ultimi giorni gli hanno fatto perdere le staffe e da
sorridente padre della patria l’hanno trasformato in un
palpitante vulcano sull’orlo dell’eruzione.
È
furibondo per le motivazioni, da poco rese pubbliche, della condanna
nei confronti di un famoso avvocato inglese che avrebbe mentito in
merito alle compagnie off-shore del primo ministro in cambio di 600
000 euro [in realtà sono 600 000 dollari, N.d.T.]. Deve
subire il pandemonio scatenato dalla richiesta di divorzio presentata
dalla moglie. E non riesce a gestire le continue rivelazioni su Noemi
Letizia, la ragazza di 18 anni appena compiuti sospettata di essere
la sua Lolita. Il quotidiano La Repubblica pubblica ogni giorno dieci
domande che la riguardano, pretendendo risposte da Berlusconi.
C’è
anche una serie di questioni importanti che reclamano soluzioni. Che
politica adotterà il governo per mettere in moto l’economia
italiana? Quando riceveranno nuove case le migliaia di senzatetto del
terremoto in Abruzzo? Come farà l’Italia a costruire la
propria reputazione a livello internazionale in vista dell’imminente
incontro del G8 all’Aquila?
Ma
come al solito il dibattito politico è incentrato solo su
Berlusconi. L’Italia appare come il paese che fa da sfondo
ad un reality show dove la sfera intima del sovrano irrompe
continuamente in quella pubblica.´
Lo
spettacolo ha raggiunto il suo culmine la settimana scorsa, al
solenne incontro annuale di Confindustria, la potente associazione
degli industriali italiani. La presidente dell’organizzazione
ha chiesto a Berlusconi di usare l’enorme sostegno che ha nel
paese per realizzare le riforme necessarie per guidare il paese fuori
dalla crisi economica.
Il
tempo di salire sul palco e Berlusconi comincia chiamandola velina.
Gli
imprenditori si contorcono sulle loro sedie.
Il
resto è una litania sui giudici comunisti che vogliono
distruggerlo a causa dell’odio di classe e dell’invidia,
sul parlamento che sarebbe meglio chiudere, dato che in Italia è
più facile fare la rivoluzione che realizzare riforme, e sul
fatto che nei periodi difficili ci vuole coraggio.
Silvio
Berlusconi non ha alcuna risposta politica concreta da
dare. L’atmosfera in sala è tesa. Niente
applausi scroscianti. Il primo ministro torna
al suo posto in prima fila e si asciuga il viso, mentre i fotografi
scattano foto con frenesia.
Ma
quello cos’è? Avvolto nel fazzoletto c’è il
piumino del fondotinta con una crema marrone.
Silvio
Berlusconi non diventa un politico migliore né peggiore per il
fatto di truccarsi, ma l’immagine è un simbolo della
superficialità e dell’apparenza che circondano l’uomo
ed il politico.
Perché
fa leggi che gli danno l’immunità giuridica, se non ha
niente da nascondere? Perché ricorre a menzogne invece di
chiarire la sua relazione con Noemi Letizia?
Con
il piumino del fondotinta in mano e senza argomenti politici, Silvio
Berlusconi appare come un patetico anziano con poco giudizio, che non
riesce a trattare nemmeno con i suoi elettori più fedeli –
gli imprenditori italiani – e che deve circondarsi di ragazzine
per sentirsi maschio e virile.
[Articolo
originale "Charmören har tappat kontrollen" di
Kristina Kappelin]
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