Il
breve appuntamento di Berlusconi nello studio ovale
Articolo
di Politica
estera,
pubblicato domenica 14 giugno 2009 in Gran
Bretagna.
[The
Times]
L’ultima
volta in cui Silvio Berlusconi fu a Washington, nell’ottobre
del 2008, George Bush lo accolse festosamente per due giorni: venne
tenuta una cerimonia di benvenuto sul South Lawn, una cena di stato,
incontri nello studio ovale e una conferenza stampa nel Rose Garden.
Il
primo incontro del Presidente del Consiglio italiano con il
Presidente Obama di lunedì sarà un affare piuttosto
diverso. Resterà a Washington meno di un giorno. Avrà
un incontro nello studio ovale, seguito da un breve botta e risposta
con i giornalisti. Entro sera sarà di torno a Roma.
È
difficile immaginare due uomini più diversi, sia per ideologia
sia per comportamento personale, del Presidente americano e il suo
ospite italiano. Obama non lascerà che tali differenze
appaiano in pubblico. Comunque, la prospettiva dell’arrivo di
Berlusconi a Washington, tra gli scandali per la relazione con una
modella adolescente, il divorzio, affare di pubblico dominio, le
storie di showgirl seminude nella sua villa in Sardegna —
persino la decisione la scorsa settimana di ripetere i commenti
sull’”abbronzatura” di Obama — non ha
riempito di gioia la Casa Bianca.
Il
leader italiano è stato uno dei più fedeli sostenitori
di Bush sul piano internazionale, ma le sue buffonate e dichiarazioni
dal momento in cui Obama ha vinto le elezioni hanno segnato
tutt’altro che un buon inizio delle relazioni con la nuova
amministrazione. Infatti, fino dalla sua elezione Obama ha mantenuto
le distanze, senza alcun incontro bilaterale sino ad oggi. È
tutt’altro che chiaro se l’incontro di lunedì
sarebbe avvenuto se non fosse stato per il fatto che Berlusconi
detiene la presidenza di turno del G8, in vista del summit di luglio,
che si terrà a L’Aquila.
Ciò
che ha particolarmente infastidito i funzionari americani sono stati
i tentativi di Berlusconi di atteggiarsi a uomo di stato più
anziano. Da lontano ha dato lezioni all’amministrazione Obama
sul bisogno di migliorare i rapporti con la Russia e ha tentato di
promuovere l’Italia al ruolo di ponte diplomatico con l’Iran.
Gli stretti legami di Berlusconi con Vladimir Putin sono visti con
sospetto a Washington. Berlusconi, inoltre, arriva subito dopo
l’incontro questa settimana a Roma con il colonnello Muammar
Gheddafi della Libia, che ha trasformato la sua visita in
un’invettiva anti-americana, attaccando gli Stati Uniti in un
discorso al Senato e paragonando l’America ad al-Qaeda.
Berlusconi
ha bisogno di risolvere i dissidi con Obama, come è parso
evidente a tutti al recente G20 di Londra quando, durante la foto di
gruppo, ha gridato “Mister Obama!” — infastidendo
la regina.
Due
settimane fa Berlusconi ha unilateralmente annunciato che avrebbe
incontrato Obama il 15 giugno. C’è stato un silenzio
assordante dalla Casa Bianca. Durante la visita di Obama in Europa e
in Egitto, i giornalisti italiani gli chiesero conferma. Ma nulla
all’orizzonte. “Stava diventando un po’ un
mistero”, ha detto un funzionario italiano a Washington. Un
altro ha commentato: “Questo incontro è quasi un dovere
— gli uomini di Obama devono farlo. Non sono entusiasti
all’idea che Berlusconi venga qui”.
Franco
Frattini, Ministro degli esteri italiano, sostiene che i rapporti
italoamericani siano stretti come sempre e nega che Obama abbia
snobbato Berlusconi. Infatti, la maggior parte dei leader stranieri
che hanno visitato la Casa Bianca hanno avuto un trattamento simile.
Gli Stati Uniti e l’Italia, ha detto Frattini, “condividono
gli stessi obiettivi su una serie di temi in vista del G8”.
[Articolo
originale "Silvio Berlusconi’s brief encounter in Oval
Office " di Tim Reid e Richard Owen]
|