“L’antivelina”
che ha sconfitto Papi
Articolo
di Politica
interna,
pubblicato domenica 14 giugno 2009 in Spagna.
[El
País]
Le
elezioni europee hanno dichiarato la generale avanzata della destra
in Europa. In Italia, come solitamente accade, il sillogismo comporta
qualche sfumatura. Il Popolo della Libertà ha vinto però
con 10 punti in meno di quanto auspicato. Ha perso il Partito
Democratico (PD) che nella sconfitta ha trovato una gioia che in
molti temono, l’indiscussa vittoria personale di Debora
Serracchiani, candidata del partito ad Udine.
L’avvocato
romano di 38 anni, che a marzo è diventata la stella emergente
del PD grazie al clamore provocato dal suo potente discorso durante
l’Assemblea Nazionale dei Circoli, ha superato in voti nella
regione del Friuli Venezia Giulia i restanti candidati, amici e
avversari. Nel suo blog, che è stata la sua principale arma
durante la campagna elettorale, la candidata ha salutato la vittoria
con questo breve commento: “Ho battuto Papi!”.
Successivamente
abbiamo conosciuto i dati definitivi: Serracchiani ha ottenuto
144.342 voti nella circoscrizione del Nord Est perdendo contro
Berlusconi e superando il leader della Lega Nord, Umberto Bossi,
arrivato terzo con 138.053 voti. A livello regionale, invece, Debora
Serracchiani ha ottenuto 74.018 voti contro i 64.334 di Berlusconi in
Friuli Venezia Giulia.
La
novità del fenomeno Serracchiani, lasciando da parte la sua
immagine di giovincella ingenua con la frangetta, ha i connotati
della favola obamiana. Partendo dalla periferia e dall’anonimato,
è riuscita a sfidare la paralisi del suo partito e si è
imposta nella molto maschilista e televisiva campagna elettorale
italiana facendo ricorso soprattutto all’arma di Internet e
senza contare sul sostegno materiale dell’apparato.
Con
un comitato elettorale costituito da 18 volontari, il nuovo talento
della sinistra italiana ha, durante la campagna elettorale, redatto
ed inviato via e-mail un comunicato intitolatoPrimavera
democratica che
ha raggiunto l’agiata regione casa per casa, azienda per
azienda.
Anche
i candidati dello stesso Partito Democratico, rispetto a lei, ne sono
usciti piuttosto malconci. La capolista donna ha superato nel suo
collegio elettorale i 99.726 voti di Vittorio Prodi, fratello dell’ex
primo ministro Romano Prodi, e gli 81.197 di Luigi Berlinguer,
capolista uomo e cugino dello storico leader comunista Enrico
Berlinguer. Questo perché alle europee bisogna scrivere i nomi
dei candidati sulla scheda elettorale.
Attualmente
molti sperano, e qualcuno all’interno del partito teme, che la
Serracchiani sia più di una semplice eurodeputata. Al
congresso del partito previsto per questo autunno, si vocifera
che Primavera
democratica potrebbe
diventare il titolo di una mozione critica o addirittura di una
corrente giovanile che aspiri alla segreteria generale.
Serracchiani
nega. “La mia intenzione è quella di svolgere attività
parlamentari a Bruxelles e Strasburgo ma non abbandonerò il PD
e continuerò a venire in Italia apportando novità al
partito”. In ogni caso, aggiunge, i lettori alle urne hanno
lanciato un chiaro messaggio: “Vogliono il rinnovamento del PD,
vorrebbero che fossimo una chiara alternativa di governo.
Hanno
riconfermato la loro fiducia nei nostri confronti nonostante la
sconfitta dello scorso anno”, spiega. E ammette: “Rincresce
che i partiti di sinistra non si siano alleati prima delle elezioni”.
[Articolo
originale "La 'antivelina' que ganó a Papi" di
MIGUEL MORA]
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