L’Italia
di Berlusconi offre uno sguardo desolante
Articolo
di Società
cultura e religione,
pubblicato giovedì 8 ottobre 2009 in Germania.
[Tagesschau]
Vi
ricordate per caso cosa era successo in Italia l’ultima volta
che Silvio Berlusconi aveva perso delle elezioni? Era il 2006, e
l’attuale premier aveva parlato per giorni e settimane di
brogli elettorali da parte della sinistra. Il suo stesso Ministro
dell’Interno negava, tutti cercavano di calmare l’infuriato
con inviti alla fiducia nelle istituzioni, che in questo modo sarebbe
stata rovinata. Non era servito a nulla.
Tutte
le volte che qualcosa non gli va a genio, Silvio Berlusconi parla di
un complotto della sinistra. Se ieri i giudici costituzionali –
e il maggio scorso due su quindici erano comunque stati con lui a
cena privatamente – avessero votato in maggioranza per la sua
legge sull’immunita’, allora non sarebbe stata una
decisione motivata politicamente.
Pero’
hanno rifiutato in maggioranza la legge con un rimando al principio
di eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. E devono
quindi sentirsi insultare dal capo del governo perche’
sarebbero pilotati dalla sinistra. Anche il Presidente della
Repubblica italiana deve lasciarsi insultare. E se si difende, deve
sentirsi dire che al premier non interessa cosa dica il capo dello
Stato.
Una
democrazia sotto sconfitta…
Questo
e’ squalificante per un capo di governo di uno Stato dell’UE,
uno Stato del G8, e non e’ degno di una democrazia. La storia
del barone della televisione Silvio Berlusconi, l’ascesa a
politico di riferimento in Italia negli ultimi 15 anni, e’ una
tragedia. Ed e’ la prova che la democrazia si puo’
sconfiggere con le proprie mani. Solo perche’ qualcuno ha i
soldi e la presenza mediatica per stare col fiato sul collo di un
elettorato politicamente pigro, solo per questo gli puo’ essere
permessa qualsiasi violazione delle regole?
L’Italia
sotto Berlusconi offre uno sguardo desolante. Il giorno della
decisione della Corte Costituzionale l’uomo forte di un partito
di coalizione minaccia i giudici: che non osino contrapporsi al
volere del popolo – perche’ altrimenti verranno
mobilitate le masse. Il premier attacca il capo dello Stato in
maniera inconcepibile. E tutto cio’ perche’ una legge non
rispetta la Costituzione?
… e
un primus super pares?
Chi
aveva sentito gli argomenti degli avvocati di Berlusconi non poteva
credere alle proprie orecchie: la legge e’ uguale, ma
l’applicazione della legge no. Ovvero: il premier non sarebbe
primus inter pares, ma primus super pares – quindi primo sopra
pari. Come scusi?
Dalla
saga all’italiana di Silvio si puo’ trarre solo una
conclusione: Berlusconi e’ divenuto politico per proteggere il
proprio impero dagli avvocati. E da allora, quindi da 15 anni, sta
smontando cio’ che in questo Paese i vecchi partiti avevano
lasciato in piedi in quanto a cultura politica. La crisi dello Stato
in persona.
[Articolo
originale "Italien unter Berlusconi bietet ein bestürzendes
Bild" di Gregor Hoppe]
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