Le
sue palle
Articolo
di Personaggi
d'Italia,
pubblicato sabato 12 dicembre 2009 in Spagna.
[El
País]
L’espressione
ammirativa e colloquiale mamma
mia è
solitamente divertente sulle bocche di Totò, Sordi, Manfredi,
Mastroianni e di altri geni della tragicommedia italiana. Ed è
anche frequentemente usata da quel furfante eccessivo, sinistro e
temibile che incomprensibilmente (sarebbe desolante constatare che la
sua direzione abbia una logica, che risponda al desiderio e al
raziocinio della grande maggioranza dei suoi compaesani) dirige
l’Italia. Dopo aver ricordato sua madre, Berlusconi ha
dichiarato nel suo discorso autopromozionale che la gente sa che lui
è un presidente “con due palle così”.
Quali
attributi terreni o quale potere divino implica il possedere organi
tanto preziosi? E se ne disponesse di uno soltanto, come
influenzerebbe tale carenza il benessere della patria? È molto
audace supporre che un grande politico ha bisogno per forza che madre
natura gli abbia dato due testicoli, a meno che ciò conferisca
doti miracolose. Ho sentito dire talvolta che Napoleone e Hitler
erano forniti di un solo testicolo e furono sul punto di conquistare
l’universo o di distruggerlo definitivamente. Ma dubito molto
che la loro vocazione di conquista sia nata da tale squilibrio
ormonale. E che destino atroce attenderebbe l’Italia, secondo
la certezza berlusconiana, se fosse governata da qualcuno dotato solo
di ovaie, o a cui fossero state chiuse le tube di Falloppio, o a cui
fossero stati estirpati i genitali? E se i voti espressi
democraticamente avessero affidato la tutela difesa della Repubblica
ad un eunuco di nascita?
Come
rituale demente e da taverna, nel caso di un ubriaco balbuziente,
l’autoaffermazione del sacro potere che rappresentano i suoi
testicoli può raggiungere una patetica comicità, a
condizione che non sia accompagnata dalla violenza. Ma che sia questo
il supremo argomento di un capo di Stato per giustificare il suo
mandato non è affatto divertente, è più che
osceno, è il grottesco ragionamento di un nazista populista.
Due
capomafia, dal carcere, hanno smentito le rivelazioni di un collega
pentito che affermava che lo statista delle sue palle aveva fatto
affari con loro. Niente affatto, non avevano mai parlato con il
Cavaliere. Un’altra contorta calunnia della sinistra, secondo
il trasparente Berlusconi. Certamente Caino uccise Abele perché
invidiava i suoi genitali.
[Articolo
originale "Sus cojones" di Carlos Boyero]
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