Silvio
Berlusconi: politica alla puttanesca
Articolo
di Politica
interna,
pubblicato mercoledì 16 dicembre 2009 in Gran
Bretagna.
[The
Guardian]
[Editoriale]
Se
ci fossero due regole d’oro per essere Silvio Berlusconi,
queste sarebbero: stare sempre alla ribalta e incolpare gli altri per
le proprie disgrazie. E questa settimana è riuscito a seguirle
entrambe dopo essere stato colpito sul volto da un uomo che ha una
storia di problemi mentali.
Mentre
l’Italia si disperava per il secondo giorno cercando di capire
se l’attacco era il risultato di ciò che il Presidente
del Consiglio aveva denominato un clima d’odio contro di lui,
Berlusconi è stato svelto ad approfittare della solidarietà
dimostratagli da molti.
Fabrizio
Cicchitto, capogruppo del PdL di Berlusconi alla Camera, ha affermato
che l’attacco era stato preparato da una “spietata
campagna d’odio”. Cicchitto è andato avanti
facendo l’elenco di coloro i quali lui ritiene siano i
responsabili della campagna: il quotidiano La Repubblica, il
settimanale L’Espresso, Marco Travaglio, autore di un libro sui
presunti legami di Berlusconi con la mafia, entrambi i partiti
d’opposizione ed alcuni magistrati. E’ una bella lista, e
accusare un giornalista di avere qualcosa a che fare, direttamente o
indirettamente, con un attacco condotto da uno squilibrato, fa parte
di quelle tecniche ben collaudate appartenenti a un periodo
decisamente più buio della storia europea.
Non
soddisfatto dalle calunnie, Berlusconi ha l’intenzione di
legiferare. Il suo Ministro degli interni ha dichiarato che durante
la riunione del Consiglio dei Ministri, prevista per domani, verranno
esaminati due nuovi ddl aventi lo scopo di limitare le manifestazioni
e i “siti che inneggiano all’odio” su internet.
Invece
di cercare dei capri espiatori politici, il 73enne magnate delle
comunicazioni si dovrebbe domandare perché 250.000 italiani
hanno partecipato al No-B day a Roma i primi di dicembre. Nel resto
d’Europa e anche al di fuori di essa, ci sono manifestazioni
contro determinate linee politiche o contro i governi.
In
Italia, la gente manifesta contro un Presidente del Consiglio non per
quello che rappresenta, bensì per quello che lui è. E i
motivi sono validi. Abbiamo un uomo coinvolto in scandali a sfondo
sessuale che espongono il suo presunto utilizzo di prostitute. Avendo
perso l’immunità giudiziaria, deve affrontare due
processi per frode, evasione fiscale e corruzione. E di fronte a
queste accuse, cerca di dare la colpa ai giornalisti, agli organi di
stampa e ai pubblici ministeri i quali insistono nel fare il loro
lavoro e rifiutano le sue intimidazioni.
L’attacco
che ha ricevuto contro la sua persona è stato feroce e
orribile. Ma non ci sono prove che l’attacco sia stato
organizzato da altre persone. I gruppi su Facebook nati con lo scopo
di elogiare l’assalitore pentito sono di cattivo gusto, ma non
giustificano un giro di vite sui siti internet che “incitano la
violenza”. E’ una risposta che fa ricordare una
repubblica dell’Asia centrale. Al posto di assecondare le
buffonate per attirare l’attenzione fatte da Berlusconi durante
i vertici come quello del G20 a Londra all’inizio dell’anno,
i leader mondiali dovrebbero iniziare a prendere le distanze da un
uomo del genere.
[Articolo
originale "Silvio Berlusconi: Politics alla puttanesca"]
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