Le
conseguenze del carisma
Articolo
di Politica
interna,
pubblicato domenica 20 dicembre 2009 in Danimarca.
[Dagbladet
Information]
Le
conseguenze dell’aggressione a Berlusconi sono imprevedibili.
Prima dell’incidente di domenica scorsa a Milano, Berlusconi
sembrava un uomo finito. Il malcontento nelle file del PDL per le
costanti accuse da parte del presidente contro i giudici e contro
altre istituzioni dello Stato era notevole. Il presidente della
Camera dei Deputati. L’ex-missino Gianfranco Fini, era
sull’orlo di raggruppare le proprie truppe ed abbandonare il
partito. Pier Ferdinando Casini, leader dei cristianodemocratici di
centro UDC, aveva auspicato la formazione di un’alleanza
democratica con la sinistra per frenare il tentativo del governo di
modificare la Costituzione. Si prospettava quindi una maggioranza
alternativa ma l’episodio di violenza potrebbe rivelarsi come
un salasso rigeneratore per l’attuale maggioranza.
La
forza del fascino carismatico di Berlusconi è la narrazione
della ricchezza e del successo, che si accentra nel suo aspetto
fisico. È un fisico che emana energia, ottimismo,
temperamento, fortuna e sicurezza, ma anche odio per il nemico,
disprezzo per le regole e disinteresse per le idee altrui. Per 15
anni Berlusconi ha proiettato i suoi istinti autoritari contro una
sinistra ”comunista”, che esiste solo nella sua fantasia.
Ha sistematicamente svuotato la democrazia italiana di contenuti, sia
nelle istituzioni pubbliche che nelle teste dei cittadini.
L’odio
per Berlusconi è quindi pienamente comprensibile. Erigendo il
carisma a fattore determinante per la legittimazione del potere
politico, Berlusconi ha oltrepassato la linea di demarcazione della
democrazia: la democrazia si basa su argomenti, non su sentimenti. Ma
Berlusconi ha consapevolmente accentrato l’attenzione sulla
propria persona e perciò provoca reazioni come odio e amore.
Che un psicolabile – per definizione non in grado di
autocontrollo emotivo – commetta violenza nei confronti del
presidente è una conseguenza della natura del berlusconismo.
Negli attimi successivi all’aggressione, sul viso di Berlusconi
era dipinto il panico, ma poi sfidando istintivamente il pericolo si
è mostrato alla folla come un martire sanguinante. È
proprio questo il contenuto del patto che lui ha stretto con i suoi
elettori. Ma l’aggressione rivela anche l’ombra negativa
del potere carismatico: la sacralizzazione del viso di Berlusconi
sugli schermi TV alimenta infatti la spinta alla desacralizzazione.
Il
tentativo di trasformare la desacralizzazione in martirio mostra
quanto l’Italia sia distante da una normale dialettica
democratica. L’opposizione e parte della stampa sono stati
accusati di essere i ”mandanti morali”. Adesso Berlusconi
tenterà il tutto per tutto per limitare i poteri dei giudici e
del presidente. Ancora una volta ha avuto successo nel semplificare
la vita politica. Ma ad un certo punto la bolla scoppierà ed
il passaggio ad una nuova epoca non sarà indolore. L’avventura
politica di Berlusconi cominciò nel 1992-93 con le bombe della
mafia contro giudici e monumenti e può terminare con altre
bombe ed un collasso economico.
[Articolo
originale "Karismaens følger" di Mads Frese]
|